Ora la lotta sarà del territorio

PORTOVESME.Il mandato che l'assemblea generale dei lavoratori della Portovesme srl assegna alla Rsu di fabbrica la decisione è la tempistica per portare la protesta fuori dai cancelli dello stabilimento. La fase di attesa, alle decisioni dell'Unione Europea legate anche ai chiarimenti del ministero delle attività produttive per giustificare la tariffe speciali sull'energia elettrica, ha superato ogni ragionevole limite di sopportazione e i lavoratori sono pronti a far sentire la loro presenza nel territorio.
Al tavolo della presidenza i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Giorgio Asuni, Gianni Basciu e Ignazio Corveddu, le segreterie territoriali e la Rsu di fabbrica da tre anni sul fronte di una battaglia che vale la salvaguardia di 5000 posti di lavoro. E' stato il segretario regionale della Cgil Giorgio Asuni a partecipare ai lavoratori il livello di criticità della vertenza. «Siamo consapevoli che stiamo giocando una partita difficile, ad alto rischio e senza prova d'appello se il governo non riesce ad ottenere da Bruxelles il diritto al lavoro con l'approvazione di tariffe agevolate per il settore dei metalli non ferrosi. Siamo ad un bivio: o si prosegue con queste attività produttive o a migliaia di famiglie mancherà veramente il pane».
Per i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil è indispensabile ormai che scendano in campo anche i vertici del sindacato nazionale per un incontro, a breve termine, con il ministro delle attività produttive, Pieri Luigi Bersani. «Il ministro è a conoscenza della situazione della metallurgia sarda - aggiunge Giorgio Asuni - ma occorre che si trovi il bandolo della matassa per arrivare a convincere l'Unione Europea. L'intervento del Governo italiano deve essere veloce e tempestivo».
Sembra finito quindi il tempo delle strategia blande perchè ormai sta per arrivare la sentenza che no può essere quella di condanna per il territorio. «Il settore dei metalli non ferrosi - aggiungono Gianni Basciu e Ignazio Corveddu - è concentrato nell'isola e questo settore va salvaguardato con azioni anche di forza che dovranno far arrivare a Roma e a Bruxelles la voce della protesta del Sulcis».
I tentativi per convincere il territorio a cambiare tipo di economia viene scartata dall'assemblea della Portovesme srl.
«Non si accettano proposte fissate nel futuro - conclude Giorgio Asuni - ora c'è la metallurgia e ci teniamo questa industria. C'è una multinazionale che oltre a garantire l'esistente vuole investire spendendo cifre consistenti. E' chiaro che occorre quindi che bisogna mettere corsie dorate a chi vuole raddoppiare gli impianti». Il mandato alla Rsu è ampio e da oggi si conoscerenno le forme di lotta che Portovesme srl metterà in campo. (e.a.)