«No a collegamenti costosi»

OZIERI. Il piano stralcio di bacino per le risorse idriche, cosi come predisposto per la Regione dall'ente Flumendosa, è penalizzante per il Nord Sardegna. La denuncia è di Eugenio Maddalon, presidente provinciale della Confederazione italiana Agricoltori, che, dopo un'attenta lettura dell'elaborato già approvato dalla giunta regionale, chiede la rettifica delle assegnazioni irrigue.
Assegnazioni previste per le aree ricomprese nel consorzio di bonifica del Nord Sardegna. Per i tecnici dell'ente regionale, a fronte di una superficie suscettibile d'irrigazione di 28 mila ettari, di cui 16 mila attrezzati, solo 4.800 ettari sarebbero effettivamente irrigati.
Un quadro che Maddalon ritiene frutto di un'indagine superficiale e che non tiene conto della effettiva consistenza delle aree interesate dall'importante servizio. Nella sua nota, Maddalon ricorda che ai comprensori storici di Perfugas, Valledoria, Ozieri, dovrebbe essere aggiunto quello di Oschiri, Berchidda e Monti, dove sono in corso i lavori per l'estendimento della rete irrigua a servizio della piana di Ozieri. Il primo lotto dei lavori, che interessa circa 2.000 ettari dell'agro di Oschiri, risultano ormai conclusi. «Spetta ora all'ennesimo commissario straordinario del consorzio di bonifica - scrive Maddalon -, di attivarsi per ottenere il finanziamento dei successivi lotti dell'opera. Al riguardo si ricorda che già da diversi anni il Cipe ha approvato il progetto esecutivo di tale intervento, che prevede una spesa complessiva di 24 milioni di euro».
Ma non basta. A complicare ulteriormente il quadro disegnato dai tecnici dell'ente Flumendosa, si aggiunge il fatto che risultano fuori scala le dotazioni idriche destinate alle colture tradizionali in detti comprensori. Cosi, per il mais, coltivato essenzialmente nella piana ozierese, il fabbisogno viene stimato in 4959 metri cubi per ettaro contro i seimila effettivamente occorrenti; differenze similari si ricontrano per il carciofo, coltura tipica delle piane di Perfugas e Valledoria. Alla luce di quelle che ritiene sviste pericolose, Maddalon ha invitato i rappresentanti della Cia in seno alla consulta del consorzio di bonifica, a sollecitare un'iniziativa ufficiale dell'ente per la correzione dei dati previsionali riportati nel piano stralcio di gestione delle risorse idriche.
La riforma del settore prevede amche l'acquisizione, da parte della Regione, di tutti gli invasi artificiali esistenti nell'Isola e l'introduzione di una tariffa unica per l'acqua destinata all'agricoltura.
Un criterio che rischia di rappresentare un ulteriore motivo di preoccupazione per gli operatori del Monte Acuto, purtroppo ancorati a sistemi colturali che possono risultare antieconomici rispetto ai costi del servizio irriguo.
Miuccio Farina