Dopo dieci anni si torna a scavare a Fiume Santo

PORTO TORRES. È uno tra i più importanti siti paleontologici del Mediterraneo e, in questi anni, ha riportato alla luce i resti fossili della scimmia antropomorfa Oreopitheco insieme a un migliaio di reperti appartenenti alla fauna del tardo Miocene. Dopo che per quasi dieci anni erano stati interrotti i lavori di ricerca, dovrebbe ricominciare quest'estate una nuova campagna di scavi nel sito di Fiumesanto.
Negli ultimi sei anni infatti, il dipartimento paleontologico della Soprintendenza di Sassari non aveva più ricevuto finanziamenti statali per proseguire i lavori intorno al giacimento. Lo scorso giugno però, grazie al sostegno dei privati, gli operai avevano avviato alcuni interventi in loco per enucleare un migliaio di nuovi fossili dai blocchi di terra e restaurarli. «Il lavori nel sito di Fiumesanto però sono solo agli inizi» spiega Luciano Trebini, direttore del settore paleontologico della Soprintendenza di Sassari e scopritore dei fossili di Oreopitheco.
«Abbiamo lavorato su una superficie di dieci metri quadrati, ma dall'ampliamento degli scavi potrebbero emergere altre importanti scoperte - aggiunge -. Esiste ad esempio un'alta probabilità di recuperare nuovi resti fossili di Oreopitheco, una scimmia antropomorfa che può rappresentare un anello importante per lo studio della linea evolutiva dei Primati e dell'uomo».
Per questo il dipartimento paleontologico intende riprendere al più presto l'attività di ricerca. Magari, usufruendo anche dei finanziamenti dei privati e dell'Università degli studi di Firenze, che da anni sta collaborando al progetto.
«La ricchezza del giacimento di Fiumesanto - spiega Trebini - potrebbe offrire l'opportunità di realizzare nel territorio un museo paleontologico. Si potrebbe creare ad esempio un museo di Scienze naturali del nord Sardegna con settori destinati alla botanica, alla zoologia, alla mineralogia e con un area riservata all'esposizione dei fossili rinvenuti nel sito di Fiumesanto». Un'altra interessante proposta però è quella di realizzare a Porto Torres un museo dedicato alla paleontologia. «La struttura, che dovrebbe essere supervisionata dalla provincia di Sassari - precisa Trebini -, potrebbe essere realizzata nei pressi dell'Antiquarium turritano. Una soluzione che consentirebbe di creare in città un polo culturale interamente rivolto all'archeologia e alla paleontologia».
Federica Cubeddu