Una via intitolata al poeta minatore Raimondo Piredda


IGLESIAS.Una via in memoria di Raimondo Piredda, poeta iglesiente deceduto nel 1980 all'età di 63 anni. E' stata scoperta ieri pomeriggio (foto), in presenza del sindaco Pierluigi Carta, della moglie dell'artista Angela Frongia, del figlio Aldo Piredda e del nipote Federico Contu, la targa indicante la via in memoria del poeta-minatore, parallela del corso Cristoforo Colombo.
Visibilmente emozionata, Angela Frongia ricorda con occhi umidi la figura del marito: «Era un brav'uomo, non amava stare al centro dell'attenzione, farsi propaganda, nonostante fosse un poeta di fama nazionale ed avesse ricevuto diverse onorificenze e vinto una miriade di premi e concorsi. Pensavo questo giorno non arrivasse mai, è una forte emozione che sento di condividere con lui. Ringrazio di cuore il sindaco che in poco tempo è riuscito a realizzare questo mio sogno».
L'idea di una via in memoria di Piredda, nacque proprio alla moglie Angela, quando in una trasmissione televisiva, espresse il desiderio di vedere intitolata al marito, una strada della propria città: «Pensavo fosse qualcosa d'irrealizzabile - spiega Angela Frongia - quindi qualcosa si mosse nel 1999, ma da sette anni non se sapeva più niente. Ora invece è arrivato il giorno che ho sognato da tanto tempo».
Poeta-minatore; cosi amava definirsi Raimondo Piredda, un personaggio che grazie ad un innato talento, portò il nome d'Iglesias e della Sardegna, in giro per l'Italia. Tra le sue opere, da ricordare in particolar modo tre raccolte di poesia: Ti amo Sardegna, Luci ed ombre e Baleni di una favola. Innumerevoli i premi e i concorsi vinti, tra cui quattro medaglie d'oro, tre argenti ed un bronzo per meriti letterari e culturali.
E' la stessa famiglia del poeta-minatore, ad annunciare al sindaco Pierluigi Carta, l'intenzione di donare alla biblioteca comunale, una copia della raccolta di poesie intitolata 'Ti amo Sardegna". «Perché è importante ricordare chi ha fatto tanto per la propria città - racconta il primo cittadino Pierluigi Carta - dedicare una via alla propria memoria, era giusto e doveroso».

Adriano Secci