Cagliari-Sassari in sole tre ore


CAGLIARI. Un treno che sa di danza come il Minuetto, per collegare Cagliari-Sassari in poco meno di 3 ore; e un progetto per modificare il tracciato da Solarussa a Sassari, per scendere (in futuro) a 2 ore e 10: questo il senso del viaggio di prova di ieri sul treno dei desideri promosso dalle Fs e dalla Regione.
La vecchia cantoniera di Birori non c'è più, ma nemmeno la fermata, da decenni. Il treno passa accanto al rudere che ricorda tempi lontani. Viaggi d'infanzia: carrozze d'altri tempi, sedili foderati di plastica o di raso sdrucito, oppure di legno. E tornano alla mente le fermate di Solarussa, Bauladu, Paulilatino e le sue curve, Abbasanta, Borore, Birori... Poi, poco più avanti il mezzo rallenta. Sulla testa della locomotiva si assiepa la gente. Un grande sasso, caduto da un dirupo adiacente ai binari, viene poco dopo rimosso. E poi Macomer, quasi un forte che piantona il territorio.
Il Minuetto, il treno che ieri ha ospitato la carovana per un viaggio-prova Cagliari-Sassari (54 metri e 140 posti complessivi, un costo di tre milioni e mezzo di euro) corre a 130 chilometri all'ora. Moltissimo per i trenini d'un tempo. Non eccezionale per quelli di oggi, come il Pendolino che - il diesel - sfiora i 200 chilometri. «Ma più che sufficiente per una linea locale», preciserà più tardi Leonardo Ghisu, direttore regionale di Sardegna Trenitalia (delle Fs). Ma la differenza coi mezzi del passato si vede: telecamere interne per la sicurezza, condizionamento, allaccio per presa elettrica in ogni posto e bagno dignitoso.
Ieri da Cagliari a Sassari il Minuetto ha impiegato tre ore e 2 minuti, ma dal capoluogo dell'isola sino a Decimomannu solo 9 minuti, 27 sino a San Gavino, 48 a Oristano e 135 a Macomer. A tutt'oggi il treno che impiega meno tempo (tre ore e mezzo) è detto la la bomba. E questo la dice lunga sulla percezione dei trenini-lumaca. Quattro ore è, infatti, il tempo medio per collegare Cagliari e Sassari, con tappa obbligata a Chilivani. Ma anche il Minuetto di ieri ha fatto una sosta nel paese più bombardato durante l'ultima guerra. Bloccarla significava spezzare in due la Sardegna. E anche oggi: a Chilivani i treni fanno inversione di marcia, poi ripartono per Sassari e per Olbia. Da settembre, assicurano le Ferrovie dello Stato e la Regione, sarà completata la bretella che da Mores arriverà direttamente ad Ardara, saltando Chilivani. E assieme a questa inaugurazione vi sarà anche lo stacco del primo biglietto del Minuetto per la Cagliari-Sassari, con Oristano come unica fermata. Tempo: 2 ore e 55 minuti.
Intanto la Sardegna scorre dietro il finestrino. Passa dai campi aridi del Campidano al verde della macchia mediterranea del nuorese. E il Minuetto piace pensarlo come una danza-simbolo di una ribellione alla trascuratezza che per cinquant'anni ha fatto si che le Ferrovie dello Stato considerassero la Sardegna una terra di confine. Non è un caso che il tracciato sia ancora, fondamentalmente, quello realizzato alla fine dell'Ottocento.
Un viaggio simbolo pieno di promesse, che andranno verificate. E nella salita di Campeda la ruvida tenerezza del paesaggio granitico, accarezza lo sguardo e invita alla parsimonia degli entusiasmi. Ieri è stata una prova, anche se agevolata dalla giornata domenicale, più povera di traffici.
Due Minuetto sono già al lavoro tutti i giorni nel tratto Cagliari-Decimomannu, unica linea che gode anche del raddoppio del binario. Mentre il raddoppio della Decimomannu-San Gavino sarà terminata nel 2008. Il Minuetto del viaggio di ieri sarà impegnato in altre tratte e tra alcune settimane ne arriverà un altro. Poi la Regione ne acquisterà altri quattro e Trenitalia otto, cosi si arriverà a sedici. E ancora: giovedi scorso, inoltre, la giunta regionale ha approvato i progetti per i centri intermodali (in grado di interconnettere le diverse modalità di trasporto: dal treno al gommato) di Oristano, Iglesias, Macomer, Nuoro, Sanluri e San Gavino.
Il viaggio sul Minuetto come risarcimento di dolose disattenzioni e vetrina di un'attenzione diversa al trasporto ferroviario da parte della Regione, quindi. Nel dicembre dello scorso anno ha recepito, ultima in Italia, la legge Bassanini sulla riforma del trasporto locale, che dà compiti di gestione a chi governa le Regioni. «Prima della nostra Giunta - sottolinea l'assessore regionale ai Trasporti Sandro Broccia - non si era fatto niente».
Il Soru-pensiero, poi, promise due ore per andare in treno da Cagliari a Sassari e collegamenti con tutto il nord Sardegna. Per accelerare la velocità dei treni bisogna modificare il tracciato che, arrivando da Cagliari, inizia da Solarussa. «E su questo - ha informato Broccia - l'Italfer (la società di ingegneria della Rete ferroviaria italiana) sta facendo un progetto preliminare per sette varianti»: Bauladu-Abbasanta, Borore-Macomer, Macomer-Campeda, Bonorva-Torralba, Ploaghe, ingresso di Sassari (a partire da Campomela) e Olbia (a cavallo di Monti). Per una spesa preventivata di 550 milioni di euro.
E intanto la Sardegna del viaggio passa oltre il finestrino del treno ed entra nei sette chilometri di galleria tra Campeda e Bonorva, tunnel terminato nel luglio 2001 e che permette un risparmio di altrettanti chilometri. Spazio recuperato, però, solo nei fatti, visto che i cartelli conteggiano ancora quello vecchio che mette Chilivani a 211 chilomeri da Cagliari. Da notare infine che quella galleria venne costruita col tutto pronto per l'elettrificazione delle ferrovie sarde. Progetto che nei primi anni Ottanta venne venduto come una manna per l'isola, che sarebbe diventato un'avanguardia. Poi si fece solo il tratto sino a Decimo (oggi abbandonato), e si comprarono i locomotori (anche loro abbandonati) e tutto fini con un'inchiesta sullo spreco dei fondi pubblici. E il treno va...

Roberto Paracchini