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Mega truffa agli istituti di credito: il processo prende la via di Piacenza

 ORISTANO. Spese pazze con conti in banca da pochi euro. Sono tante le filiali che nell’isola sarebbero state raggirate du un gruppo di quattordici persone, quasi tutte piemontesi, ma il procedimento nei confronti quella che per la procura di Oristano è un’associazione a delinquere si sposta. Attraverserà a breve il Tirreno per arrivare a Piacenza, luogo in cui è stato commesso l’ultimo reato contestato.
 Il giudice per le udienze preliminari, Elena Meloni, ha così accolto le richieste formulate dagli avvocati difensori e il procedimento subisce così un brusco stop. Ora i dieci faldoni di cui si compone l’inchiesta, maturata in seguito alle denunce di diverse banche e su cui tra il 2003 e il 2004 avevano lavorato gli agenti della polizia postale, prendono una nuova rotta e finiranno sotto l’esame di un altro magistrato.
 Per quello oristanese, Paolo De Falco, subentrato al collega Luca Forteleoni, il caso era chiuso e gli indagati avrebbero meritato un processo perché sarebbero gli autori di un clamoroso raggiro. Sotto inchiesta erano finiti Desirè, Sonia, Mara e Giuseppe Lamberti (di età compresa tra i 32 e i 30, tutti residenti a Piacenza), Daniele Beltracchini (32 anni di Asti), Aurora e Bluma Dubois (entrambe residenti ad Asti), Marco Ruggieri (27 anni di Torino), Anna Maria, Giancarlo, Fabio e Denis Cena (residenti nel Torinese e in Liguria), Pasqualina Lanza (62 anni di Mondovì) e Mauro Vailatti (26 anni di Torino).
 Tutti insieme erano accusati di aver messo in piedi un’associazione a delinquere che aveva un unico obiettivo, quello di truffare gli istituti di credito.
 Il metodo era semplice e ingegnoso, ma alla fine si era dimostrato poco sicuro. A turno, ciascuno degli indagati avrebbe acceso conti correnti bancari, nell’arco di pochi giorni o persino di poche ore, nella stessa città, fornendo indicazioni false sull’attività lavorativa svolta. Le banche concedevano loro l’uso di bancomat e carte di credito, coi quali venivano eseguite spese di molto superiori rispetto alla cifra depositata nel conto.
 Tanti gli istituti di credito raggirati e non solo ad Oristano, visto che i quattordici accusati avrebbero agito anche a Sassari, Alghero, Cagliari, Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Quartu Sant’Elena, Nuoro, Macomer, Santa Giusta e Piacenza. La truffa avrebbe colpito la Bnl, la Carige, il Banco di Sardegna, la Banca di Roma, la San Paolo Imi, la Unipol e il Credito cooperativo di Arborea, che erano pronte a costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento dei danni che, complessivamente supererebbero i 260mila euro.
 Erano pronte ma dovranno aspettare. In apertura di udienza infatti gli avvocati Davide Gatti, Giuseppe Maria Nadalini, Anna Pintore, Giuseppe Pinna, Fabrizio Bracco, Claudio Marchisio, Mario Almondo e Anna Maria Uras hanno sollevato le eccezioni di nullità sulla citazione agli indagati e sulla non competenza della procura oristanese nel condurre l’inchiesta.
 Il giudice per le udienze preliminari ha dato loro ragione, individuando appunto Piacenza come sede naturale dell’inchiesta, e così si comincia da capo. Il nuovo magistrato a cui sarà attribuita l’inchiesta dovrà esaminare dall’inizio i tantissimi atti di indagine, quindi inviare i nuovi avvisi di fine indagine e, da ultimo, stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti e validi per chiedere nuovamente il rinvio a giudizio degli indagati.
Enrico Carta