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Unione europea, questa sconosciuta


 NUORO. Nonostante la buona volontà degli organizzatori, l’Unione europea continua ad essere un organismo politico-istituzionale “misterioso”. Alla manifestazione per la “Settimana europea dei giovani”, culminata ieri con un incontro tra amministratori e rappresentanti del mondo giovanile, la partecipazione è stata limitata. Pur avendo invitato tutti i sindaci, le scuole e le associazioni di volontariato.
 Comunità montana del Nuorese, Provincia, Carrefour ed Europe Direct Nuoro, rispettivamente rappresentate dal presidente Peppino Mureddu, dagli assessori Peppino Carrus e Alberto Boeddu, nonché dal direttore Salvatore Boeddu, che hanno organizzato l’evento, non hanno nascosto la propria preoccupazione per la mancata partecipazione degli invitati. Anche quando si è trattato di illustrare i programmi relativi allo scambio della gioventù per l’Europa, delle esperienze di apprendimento interculturale e della promozione della integrazione sociale e della partecipazione attiva; di una opportunità di incontro tra gruppi di giovani e lo scambio, attraverso specifici progetti, finanziati per circa il 50-70% del costo totale, con paesi al di fuori dell’Ue, per un periodo compreso tra 6 e 12 mesi, lavorando come volontari europei. Azioni che possono sviluppare ed esprimere creatività e spirito d’iniziativa, sostegno ad iniziative che favoriscono la complementarietà e l’integrazione fra programmi comunitari. Insieme misure di sostegno e supporto a chi lavora nel settore giovanile, in età compresa tra i 15 e i 25 anni.
 Ne ha lamentato la mancata opportunità il presidente Peppino Mureddu che, sottolienando gli sforzi fatti dalla Comunità montana nuorese nell’arco di un decennio di intesa attività, ha detto che entro il 2010 il bacino del Mediterraneo diventerà un’importantissima area di libero scambio. Il che vuol dire contribuire al futuro dei giovani e a dare una lettura meno distratta di quanto sta accadendo a livello europeo. Senza sottovalutare il fatto che quello di Nuoro è l’unico evento centromeridionale che si registra in Italia. Nel capoluogo barbaricino, unico in Sardegna, si fa sperimentazione, nell’ambito dei programmi Ue, da 10 anni, portando avanti vari progetti in stretto raccordo con la Commissione europea, tentando di sfruttare al meglio la disponibilità delle risorse finanziarie.
 Ieri mattina, con la sola partecipazione di alcune decine di giovani, Emanuela Atzori e Salvatore Boeddu, dell’Europe Direct di Nuoro, hanno illustrato le attività e i finanziamenti legati all’attuazione delle diverse proposte, mentre da parte dei rappresentanti di alcune associazioni si è dato conto delle varie esperienze di interscambio e di volontariato fatte a livello internazionale.
 Salvatore Boeddu, che ricopre la carica di direttore, ha precisato che con «l’evento attuale s’intende dare inizio ad una grande campagna di sensibilizzazione dei cittadini. L’Ue vuole sapere che cosa ne pensa la gente. Attraverso il laboratorio e internet, infatti, diffonderemo un test con 15 domande, per sapere cosa pensa la gente dell’Europa. Senza dimenticare che il nostro laboratorio di via Manzoni, attivo dal 2004, ha già registrato, attraverso internet, 5000 contatti, oltre alla visita di 3000 persone. La struttura è aperta dalle 9 alle 13 e dalle 15,30 alle 18, escluso il sabato e la domenica, con un’ora gratuita di internet.
- Antonio Bassu