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Pillola abortiva, dibattito in Consiglio

 CAGLIARI. Mentre a livello nazionale infuria lo scontro tra i due poli, il dibattito sulla pillola abortiva arriva in consiglio regionale. Una mozione sul suo utilizzo nelle strutture sarde in alternativa all’intervento chirurgico è stata presentata da Maria Grazia Caligaris e Mondino Ibba (Sdi). Il documento è firmato anche dal presidente del gruppo misto, Giuseppe Atzeri (Psd’Az)
 La mozione impegna la giunta regionale a intraprendere «ogni iniziativa utile affinchè le donne sarde che hanno scelto di utilizzare la legge 194 del 1978 possano far ricorso alla tecnica farmacologia nelle strutture sanitarie dell’isola». Il documento, illustrato in una conferenza stampa, nasce dall’esigenza di «difendere la libertà e l’indipendenza del medico nella scelta delle modalità di interruzione volontaria della gravidanza». L’aborto, come disciplinata dalla legge 194, è - ha detto la Caligaris - «un evento eccezionale e comunque traumatico per la donna anche per le modalità e gli interventi previsti, come quello chirurgico». La pillola abortiva RU486, adottata in diversi Paesi del mondo, come in Francia da 27 anni, «non ha modificato la tendenza ad un progressivo calo dell’aborto». La Sardegna è sotto la media europea dei ricorsi all’interruzione volontaria delle gravidanze: 5,8 per mille nell’isola e 9,7 per mille in Europa. «Noi siamo contro l’aborto - ha proseguito Ibba - e siamo contro il clandestinismo. Ogni donna ha il diritto a scegliere liberamente ad avere figli. Crediamo che i progressi della ricerca scientifica debbano potersi applicare anche in quegli ambiti delicatissimi attinenti la sfera personale».
 Maria Isabella Puggioni, portavoce dei Radicali, rivelando che «si tratta del primo atto ufficiale con cui inizia il percorso tra radicali e socialisti», e che «a breve ci sarà una presentazione pubblica della Rosa nel pugno» (la formazione politica sorta a livello nazionale dall’unione fra il partito di Boselli e quello di Pannella), ha sottolineato che «esistono due strade che si stanno usando per la pillola RU486: la sperimentazione, come accade alla clinica S.Anna di Torino, e la richiesta diretta della pillola dall’estero, come successo a Firenze». La Puggioni ha affermato che la settimana scorsa anche la clinica universitaria di Ostetricia-ginecologia di Sassari ha effettuato la richiesta formale per ottenere la pillola, in attesa della risposta dell’Asl competente che deve concedere l’autorizzazione. «Se vogliamo che l’Italia sia uno Stato di diritto - ha concluso - la legge 195 del 1978 prevede che si raccolgano le tecniche meno rischiose per l’interruzione della gravidanza, e la RU486 è la meno invasiva».