Calangianus festeggia i 300 anni dalla fondazione del convento

CALANGIANUS. Domenica sono stati celebrati i 300 anni della fondazione del convento dei Cappuccini di Calangianus. La data più opportuna sarebbe stata un'altra, perché è il 30 maggio 1705 che il vescovo d'Ampurias don Diego Pasulo eresse la croce di fondazione 'con festa ed esultanza generale della popolazione". Perchè dunque celebrare l'anniversario di fondazione di una realtà ecclesiale che non è più viva? I monaci cappuccini dovettero in effetti lasciare il convento nel 1866 in seguito a leggi dello stato e tornare allo stato laicale o alle loro famiglie.
Il fatto è che Calangianus ha sempre riconosciuto la grande eredità spirituale lasciata dai 150 anni dei cappuccini. E quei tempi non erano facili. Le storia parla di miseria, di fame, di nomadismo nelle campagne. I Cappuccini se ne andarono nel 1866 ma quella chiesa e quei locali adibiti poi a scuola, pretura, caserma, oggi a locali per manifestazioni, non hanno mai perso l'impronta francescana.
Una monografia sul paese ha dedicato nell'85 30 pagine alla storia dei cappuccini. Da alcuni anni il parroco don Giuseppe Inzaina è infaticabile nella ricerca per far conoscere personalità quali Padre Antonio (1675-1742), il Padre Tomaso, martirizzato a Damasco nel 1840 per cui quest'anno è volato in Siria per consultare archivi e pubblicazioni sulla vita e tragica fine del cappuccino farmacista che si spendeva in carità fra i poveri di Damasco.
Don Inzaina è riuscito ad avere per l'anniversario della fondazione il ministro provinciale della provincia Sardegna e Corsica dei Cappuccini, padre Marco Loche. Il provinciale ha cosi visto parte dei locali ove i suoi confratelli del 1700 e 1800, avevano vissuto, ha riscontrato nel museo diocesano altre testimonianze, nella chiesa ha ammirato le pregevoli linee del coro cappuccino e del paratore della sacrestia. Momento culminante la messa. Si è commosso nel vestire la antica pianeta dei suoi confratelli. Ha esternato un augurio. 'Io sogno che prima o poi i grandi frati cappuccini, che Calangianus ha dato a San Francesco, chiamino qualche giovane alla vita religiosa. Non diremo più che non c'è più il convento dei cappuccini, ma sono ancora dei cappuccini calangianesi".
Pietro Zannoni