Il Rosello ha battezzato la Torres


SASSARI. E' un pezzo di storia calcistica sassarese, la Torres femminile nel luogo simbolo della città. Scudetti, Coppe Italia e Coppe europee nella vallata della Fontana del Rosello, dove ieri mattina è stata presentata la stagione 2005-2006 che nasce all'insegna del futuro e insieme del passato: si vuole continuare a vincere. «Abbiamo qualcosa in comune, noi e il Rosello - spiega il presidente Leonardo Marras -: a Sassari tutti sanno chi siamo, ma pochi vengono a visitarci. Speriamo di crescere insieme».
Formazione da altissima serie A, quella schierata davanti alle bocche gorgoglianti dell'area curata dalla Coop Tellus e dietro tante telecamere. Formazione anche quest'anno da scudetto. Le giocatrici e il tecnico Pintauro, i dirigenti poi l'altra squadra, quella dei politici di ogni parte e dei dirigenti degli enti coinvolti e sensibili alla nuova avventura rossoblù. Erano in tanti.
Dalla presidente della Provincia Alessandra Giudici («Sono felice come amministratrice e come donna. Faremo il possibile per aiutare la Torres») al presidente del Coni provinciale Gian Nicola Montalbano («Una Torres forte è importante per il territorio»), dall'Azienda di soggiorno al Senato (Bruno Dettori) alla Brigata Sassari, che ha inviato un saluto come l'assessore regionale Pilia.
Il presidente della Torres Leonardo Marras non è stato modesto. Non può, dopo tanti successi. E proprio per questo ha difeso il suo diritto a riprovarci «nonostante i tagli della Regione. Tagli che capisco, ma che hanno penalizzato più noi di altri».
Dopo i nuraghi e il carcere, dopo gli slogan contro gli incendi e per la continuità territoriale la Torres ha scelto di ripartire dal luogo simbolo della città: «Raccoglieremo dal Rosello la forza per fare ancora meglio - ha proseguito Leonardo Marras -. E ci mettiamo nelle mani della città per superare le difficoltà che da dilettanti viviamo in modo ancora più pesante, con l'orgoglio di chi è capitale del calcio femminile in Italia. Siamo citati nei libri e oggetto di tesi di laurea. Anche per questo siamo orgogliosi, e anche per questo continueremo nello sport e nell'impegno sociale sapendo di non avere solo vinto, ma anche combattuto. E non ci fermiamo qui».
Attenzione e rispetto, ha chiesto il presidente. E che i sassaresi seguano la Torres anche allo stadio. «E attenzione e rispetto avrete - ha confermato il vicesindaco Valerio Meloni -. Sono fra chi si era disamorati del calcio, nel suo momento meno pulito. Poi ho seguito la femminile in una trasferta al Flaminio e mi sono riconciliato. E' questo il calcio vero».
Auguri sinceri sono arrivati anche dal neopresidente della Torres maschile Edoardo Tusacciu: «Non potevo mancare - ha detto -. Da galluresi noi vogliamo unire, e non disfare come invece troppo spesso si è fatto in Sardegna. Il mio in bocca al lupo arriva dal cuore, la Sardegna ha bisogno anche di una Torres femminile vincente».

Mario Carta