28 luglio 2005 —
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Cagliari
IGLESIAS. Chiusa larea servizio per i caravan nei pressi della spiaggia di Masua. Il provvedimento di sgombero è scattato la scorsa settimana in seguito a un esposto che denunciava una situazione di abusivismo presentato da alcuni cittadini. Il terreno impegnato, ceduto provvisoriamente in favore di alcuni disoccupati, è di proprietà dellIgea che ha apposto i sigilli allarea e non intende rinnovare lautorizzazione allutilizzo scaduta la scorsa settimana. A recriminare sulla decisione è il consigliere comunale dei Ds Giorgio Ciccu: «Invito le istituzioni a riflettere sul blocco di iniziative come questa».
Larea era stata attrezzata per il servizio, fa notare Ciccu. «Uno spiazzo abbandonato, invaso da sterpaglie e rifiuti di ogni genere che la cooperativa La nuova miniera, aveva ripulito, recintato, fornito di riserve dacqua e gruppo elettrogeno, per offrire un minimo di comfort ai turisti appassionati di campeggio su quattro ruote, in una zona quasi totalmente priva di opere utili nel settore», spiega il consigliere comunale.
La scorsa settimana venti ragazzi hanno terminato la loro avventura imprenditoriale, un lavoro inventato per sfuggire alla disoccupazione, secondo quanto racconta Ciccu. Lo spiazzo era stato concesso in comodato duso dallex presidente dellIgea Ilio Salvadori. Ora, scaduti i termini, la polizia municipale ha proceduto a sgomberare larea. Il terreno in prestito torna ai legittimi proprietari, cioè la società di gestione delle aree minerarie, come da precedenti accordi. «Intanto i soci della cooperativa restano privi dei piccoli guadagni ricavati dalle offerte raccolte - fa osservare Ciccu - e i turisti non potranno disporre di un adeguato spazio di parcheggio durante le visite nelle nostre coste».
Anche riconoscendo gli aspetti della procedura, il consigliere ritiene laccaduto «penalizzante per lo sviluppo e le alternative di lavoro dopo il crollo delleconomia industriale mineraria». Un difficile passaggio tra miniere e coste come primaria fonte di occupazione per la mancanza di finanziamenti e progetti seri. «Appunto per questo - aggiunge Ciccu - non si dovrebbero inibire le iniziative private».
«Larea di cui parliamo è un fazzoletto di terra abbandonato e privo di qualsiasi interesse ambientale - continua il consigliere - che i ragazzi della cooperativa hanno trasformato in una zona di sosta per i turisti e una boccata dossigeno per persone senza reddito alcuno. Il rispetto delle regole è fondamentale, ma invito le istituzioni ad una riflessione attenta sullaccaduto per non paralizzare progetti che, se pure di piccola entità, contribuiscono a sbloccare lattività turistica trattenendo il già esiguo avvento di visitatori».
Dal municipio arrivano informazioni differenti. Sulla cooperativa penderebbe una denuncia per campeggio abusivo e in ogni caso lIgea non intenderebbe concedere lautorizzazione nemmeno per lutilizzo della proprietà come area di parcheggio.
Silvia Cossu