Dopo 22 anni scompare il Delfino Cagliari

CAGLIARI. Il calcio a cinque nazionale perde un pezzo della nostra isola. Dopo ventidue anni di onorata storia, il Delfino Cagliari getta la spugna e scompare dal palcoscenico che l'ha visto protagonista ai massimi livelli. La decisione, molto sofferta, è stata presa qualche settimana fa dalla dirigenza cagliaritana che si è arresa davanti ai tagli economici impartiti dalla Regione in materia di contributi. Quindi, è stata inevitabile la scelta di non iscriversi al prossimo campionato di serie A2, il cui titolo è stato acquisito dal l'ATS Cagliari che sino alla scorsa stagione militava in serie B.
Il Defino Cagliari è nato nel 1983, e per vent'anni è stato gestito dallo storico presidente Giuseppe Cacciuto, che nel frattempo ha raccolto numerosi consensi nella massima serie regalando anche due giocatori (Mario e Davide Mura) alla Nazionale. Poi, nel 2003 Cacciuto ha passato la mano a una cordata di giovani e coraggiosi appassionati che ne hanno rilevato la proprietà: gli ex giocatori Fronteddu (nella foto) , Giuseppe Angius e Tony Petruso. La nuova gestione ha disputato il primo campionato sfiorando i play off promozione sotto la guida tecnica di Gianni Pitzalis, poi nel campionato scorso la sofferta salvezza grazie a una coraggiosa autogestione tecnica (dopo l'esonero a febbraio del coach brasiliano Vaz Vieira).
Ora l'epilogo che vede il Delfino uscire a testa alta dal calcio a 5 nazionale.
- Presidente Fronteddu, come è maturata questa decisione?
«E' frutto di un'attenta riflessione del direttivo della società. Dopo aver disputato due campionati splendidi i nuovi tagli relativi alla sponsorizzazione regionale e altri problemi di carattere organizzativo, ci hanno costretti a mollare».
- Rimpianti?
«Si, tantissimi. In due anni avevamo creato un gruppo eccezionale con uno staff societario invidiabile».
- Quanto peserà l'assenza del Delfino Cagliari nel Calcio a 5 nazionale?
«La società Delfino, grazie soprattutto al presidente Cac- ciuto, ha sempre avuto un ruolo importante nel calcio a 5 italiano».
- Giocatore e presidente: quali dei due ruoli l'ha impegnata maggiormente?
«Beh, è facile rispondere. Il mio ruolo è sempre stato quello del giocatore, ho svolto anche quello di presidente per necessità».
- Ricorda l'episodio più brutto e quello più bello, nella sua lunga carriera con la maglia gialloblù?
«Cito due episodi recenti. Il ricordo più bello è legato alla vittoria dell'aprile scorso col Raiano che ci ha garantito la salvezza; quello più triste è, chiaramente, relativo alla decisione di interrompere l'attività sportiva del Delfino».
- E adesso, cosa farà Fronteddu?
«Andrò a collaborare con un'altra società sarda, ma in questa occasione mi sembra doveroso parlare solo di Delfino. E a tal proposito approfitto della circostanza per ringraziare pubblicamente il presidente Pino Cacciuto, che ci ha permesso di vivere da protagonisti due stagioni indimenticabili».
Carlo Manca