Il Lingotto di Torino ha un'anima ittirese

ITTIRI. «Uno dei modi per valorizzare l'identità di una comunità è certamente quello di ricordare quegli uomini che hanno rappresentato, esaltandole, le virtù della comunità stessa». Inizia con queste parole, Michelangelo Delogu, presidente del 'Lions-Ittiri", la presentazione del volume dedicato all'ingegnere Giovanni Antonio Porcheddu 'Re del cemento armato" scritto dal professor Carlino Sole, storico illustre, già docente dell'università di Cagliari. Lo scopo dell'iniziativa dei Lions è ricordare quei personaggi che hanno, con il lavoro, con le qualità umane e sociali, dato lustro alla comunità ittirese.
Uno di questi è proprio Giovanni Antonio Porcheddu che nacque a Ittiri il 26 giugno del 1860. Di umili origini, durante l'infanzia la vita non fu molto benevola nei confronti del piccolo Giovanni Antonio. Infatti, in tenera età perse entrambi i genitori e per sopravvivere si trasferi a Sassari dove lavorò come operaio alla costruzione del palazzo della Provincia, in piazza d'Italia. In quel periodo consegui la licenza tecnica inferiore e, viste le non comuni potenzialità, i parenti, congiuntamente a un piccolo contributo dell'amministrazione provinciale, lo mantennero agli studi nella scuola tecnica superiore, sezione di fisica e matematica, dove consegui il diploma. In virtù delle sue indubbie capacità ottenne, ancora dalla Provincia, una borsa di studio per la frequenza del primo biennio di ingegneria all'università di Pisa. Nel 1890 consegui, a Torino, la laurea in Ingegneria civile. Il maggior merito dell'ingegner Porcheddu fu quello di aver intuito e apprezzato per primo in Italia l'importanza della nuova tecnica costruttiva del cemento armato. Il padre di questa tecnica rivoluzionaria fu il Belga Francois Hennebique. Detto sistema, inizialmente avversato dalle grandi industrie di costruzioni, prevedeva per la costruzione di strutture verticali portanti l'utilizzo di un conglomerato cementizio interamente armato con profilati di ferro. Con questo metodo Porcheddu costrui innumerevoli opere di grande pregio tecnico-scientifico. Tra queste si ricordano lo stabilimento Fiat «Lingotto» di Torino, il palazzo Nuova Borsa di Genova e il ponte Risorgimento, sul fiume Tevere a Roma. L'appellativo di Re del Cemento Armato fu coniato dal Re Vittorio Emanuele III, in occasione proprio dell'inaugurazione del ponte Risorgimento. Infatti, i biografi di Porcheddu, seguendo alcune annotazioni del senatore Rossi riportano, a mo' di aneddoto, un episodio curioso: durante l'inaugurazione del ponte Risorgimento il sovrano Vittorio Emanuele convenne che la circostanza comportava l'incontro di due Re: egli, Re d'Italia e Porcheddu 'Re del cemento armato".
Il presidente del convegno in memoria di Porcheddu, Delogu, nel chiudere la presentazione del lavoro del professor Sole si chiede quanti giovani di Ittiri conoscano la storia o sappiano dell'esistenza di un loro concittadino che ha contribuito a rivoluzionare le tecniche costruttive di grandi opere e dell'universo abitativo. Non molti, di sicuro, ma quel che potrebbe essere fatto ora è comunque importante, iniziando con il riproporre, come hanno fatto i Lions di Ittiri, questa importante figura professionale e umana, della quale occorre essere fieri ed entusiasti. La stessa amministrazione comunale, vista l'importanza del personaggio, potrebbe studiare una forma migliore per ricordare il Re del cemento armato.
Antonio Dore