Ventenni nero profondo

Hanno un calendario preciso e si incontrano al calar delle tenebre in luoghi come la necropoli di Tuvixeddu, a Cagliari, o la campagna di Villacidro. Poi - seminudi - si cospargono la pelle di essenze naturali e, tra candele nere e stelle a cinque punte, su un altare improvvisato qualcuno offre il proprio corpo al gruppo, che in coro invoca l'arrivo di Satana. «Le confessioni che mi ha fatto una giovane adoratrice del diavolo mettono davvero i brividi», racconta Marcello Polastri, giornalista e scrittore cagliaritano, che all'argomento satanismo, in Italia e in Sardegna, ha appena dedicato un libro-inchiesta dal titolo «Nero profondo», appena pubblicato dalla casa editrice Grafica del Parteolla.
L'indagine di Polastri svela parecchi lati oscuri sui seguaci di Satana e - oltre a documentare una serie di misteriosi crimini e misfatti - analizza le cause e gli effetti del male attraverso la storia delle civiltà del passato e la verifica sul campo. «L'uccisione di Chiara Marino e di Fabio Tollis (i due ragazzi trucidati sette anni fa a Busto Arsizio dalle sedicenti 'Bestie di Satana" - ndr.) si colloca certamente, per date, orari e modalità, nel contesto ritual-satanico della liturgia del diavolo - spiega Polastri -. Dai familiari dei ragazzi coinvolti nella tragedia, inoltre, ho appreso che proprio la Marino aveva nella sua stanza un altare con candele nere e un drappo con una stella a cinque punte. Tutti oggetti che sono stati sequestrati a numerose sette attive in Italia».
Polastri - che è anche un esperto speleologo - riporta impressioni su parecchi omicidi e suicidi rituali noti a livello mondiale, ma si sofferma in particolare su alcuni casi sospetti avvenuti in Sardegna nell'ultimo decennio. «Nell'isola - continua l'autore del libro - il satanismo acido, ossia quello accompagnato dall'uso di sostanze stupefacenti, è piuttosto diffuso nelle grotte sotto le tre principali città e nei boschi periferici, che accolgono a notte fonda riti occulti praticati da giovani facilmente suggestionabili».
Stando all'autore del libro, il 1995 sarebbe stato per la Sardegna un vero e proprio annus horribilis. «E' stato quello della morte di due ventenni che si suicidarono gettandosi sotto il treno che collega Cagliari con Sassari - racconta Polastri -. Frequentavano un santone che dimorava nel loro paese e sin da subito si parlò di riti satanici che avrebbero indotto i giovani al gesto estremo». Prima ancora, una lunga e misteriosa sequenza portò a più riprese undici persone a togliersi la vita nel cosiddetto «binario maledetto», a Borore, in provincia di Nuoro. «Le vittime erano tutte in qualche modo legate da conoscenze in comune e passioni per l'occulto - precisa Polastri -. Numerosi abitanti del paese mi hanno riferito di sedute medianiche, riti e fatture contro il malocchio».
Non è tutto. «Nel mese di dicembre dello stesso anno - prosegue Polastri - un giovane cagliaritano che frequentava una setta, convinto di essere oramai diventato un posseduto incurabile, si tolse la vita. Mentre il 5 febbraio del 1996 due studenti diciassettenni che abitavano a Fluminimaggiore si fecero fuori reciprocamente con due fucili. Amavano la musica grunge, avevano abbandonato la scuola ed erano affascinati dal satanismo, mondo nel quale cercavano risposte alle difficoltà della vita meditando sul mistero e sull'aldilà». (an.mass.)