In memoria di Andrea Vasa, filosofo della modernità

AGGIUS.'Andrea Vasa, uomo e filosofo". Dopo una piazzetta con porticato a lui dedicata, ecco un convegno a onorare il ricordo, a venticinque anni dalla sua scomparsa, uno dei figli più illustri di Aggius: Andrea Vasa. Si è svolto domenica scorsa, nella sala convegni del Meoc, il nuovo museo etnografico 'Oliva Carta Cannas", organizzato dall'assessorato alla Cultura del comune di Aggius nell'ambito di un'azione di valorizzazione delle culture e delle tradizioni locali e delle figure che hanno dato lustro al paese.
A parlare di Andrea Vasa, uomo e filosofo, dopo i saluti del sindaco Francesco Muntoni e l'interessante e stimolante introduzione del professor Tomaso Panu, sono stati dei docenti universitari conoscitori e approfonditori del suo pensiero. Si sono infatti susseguite le relazioni di Pier Luigi Lecis, dell'Universita di Cagliari su 'Viaggio verso una vita incerta. L'Universo dei mondi possibili di A.V.", Fabio Minazzi, dell'Università di Lecce, su 'Il problema della ragione nel pensiero di A.V.", Ernesto Palombi dell'Università di Firenze su 'Il senso dell'Uomo nel pensiero di A.V." e quindi di Maria Grazia Sandrini su 'L'eredità vasiana".
Limiti del convegno sono stati probabilmente i tempi stretti di una domenica mattina di maggio, che hanno fatto venire meno, almeno a quella manciata di interessati alle grandi questioni poste e alle curiosità suscitate, i dovuti approfondimenti e l'auspicato dibattito.
Nato ad Aggius nel 1914, Andrea Vasa era morto all'improvviso nel marzo 1980 in un'aula della facoltà di Lettere di Firenze dove insegnava Filosofia Teoretica. All'ateneo fiorentino era giunto negli anni Sessanta dopo un breve passaggio a Cagliari e a seguito di una formazione universitaria e filosofica, sia come studente alla Cattolica sia come frofessore nei licei e quindi come libero docente, a Milano e a Brescia. (t.b.)