«Trasporti, c'è un futuro anche sui binari»

OLBIA. Hanno deciso di unirsi lo scorso dicembre per dimostrare che tutto è possibile in materia di ferrovie. Migliorare i trasporti, velocizzarli e ottimizzare il collegamento binario-nave-strada. Sono trenta e hanno fondato il primo coordinamento ferrovieri della Gallura.
In quattro mesi hanno incontrato tre volte l'assessore regionale ai Trasporti, hanno studiato i tracciati del nord Sardegna e hanno stilato un rapporto particolareggiato sull'attuale situazione dei settori passeggeri e merci.
Raimondo Mazzette e Aldo Puxeddu, responsabili del coordinamento, partono da alcune considerazioni. La prima è che la giunta regionale dopo avere individuato nel treno il vettore principale del trasporto pubblico locale, integrato «a pettine» con il servizio su gomma, adesso deve occuparsi di garantirne la massima efficienza. «Deve cioè, con il contributo dei tecnici che operano nel settore, studiare un collegamento intermodale (treno, porto, aeroporto, gomma) della provincia Gallura. Una rete di servizi più che mai necessaria in un momento in cui, anche a causa di alcune modifiche dei tracciati (come la linea diretta Chilivani-Cagliari), Olbia corre il rischio di rimanere isolata». Dallo studio del neonato coordinamento emerge che non solo sarebbe possibile velocizzare le linee del nord Sardegna ma addirittura si potrebbe renderle altamente competitive rispetto al vettore su gomma. «Sarebbe sufficiente, dicono i responsabili, mettere sui binari, al posto delle attuali locomotrici, i treni materiali media distanza. Gli stessi che vengono utilizzati per le tratte che da Cagliari arrivano sino a Macomer. Gli stessi che al momento sono parcheggiati al parco macchine e il cui uso, per non si sa bene quale motivo, è impedito in Gallura. Ma anche se sui binari dovessero restare le vecchie locomotrici, la situazione migliorerebbe decisamente qualora venisse effettuata una piccola variazione nelle pendenze delle curve. Basterebbero pochi millimetri in più in altezza per diminuire i tempi di percorrenza delle tratte che collegano Olbia con Cagliari e Sassari». La Olbia-Cagliari, stando agli studi del coordinamento, passerebbe dalle attuali tre ore e 40 minuti a due ore e 58. La Olbia-Sassari da un'ora e 47 minuti a un'ora e 29. La velocizzazione della linea consentirebbe di intercettare il bacino di utenza proveniente da Santa Teresa, La Maddalena, Palau, Arzachena e Tempio che attualmente viaggia su strada, passando sempre per Olbia. Sarebbe poi sufficiente spostare la stazione presso l'attuale parco merci in Via Vittorio Veneto e creare un piccolo polo passeggeri realizzando all'intero del piazzale il terminale Arst e Aspo. Cosi facendo diminuirebbero le chiusure dei passaggi a livello, verrebbe mantenuto il servizio di trasporto pubblico all'interno dell'area urbana e verrebbe rilanciato il centro storico. Non è tutto. Il coordinamento dei ferrovieri ritiene indispensabile ricreare un collegamento con il porto Isola Bianca. «E' un servizio di interesse regionale e non comunale perché serve i passeggeri che utilizzano i traghetti e sbarcano in città con destinazione l'intero territorio regionale. Olbia deve farsi carico degli oneri derivanti dall'essere la 'porta della Sardegna" e non ricercarne solo gli onori. Il progetto del 'tunnel", ad esempio, prevedeva il mantenimento della linea ferroviaria da e per l'isola Bianca. Su richiesta del Comune, le ferrovie hanno presentato un prospetto che consente l'intersezione dei binari con la strada al fine di potere raggiungere il futuro porticciolo turistico programmato oltre i binari. A oggi, però, l'amministrazione non ha ancora consentito la realizzazione dell'opera». Una modifica di questa portata necessita della riorganizzazione di tutto il sistema integrato di trasporti. «Si potrebbe - concludono i coordinatori - realizzare una rete di collegamenti che, tramite orari, coincidenze programmate e biglietto unico di viaggio valido per tutte le tipologie di vettori, consenta la realizzazione di un sistema efficiente e fruibile».
Stefania Costa