Quando Mussolini divenne cittadino di Nuchis


TEMPIO.Nel 1922, la Gallura aveva il 20 per cento della popolazione della provincia di Sassari e il 35 per cento degli squadristi. Una Gallura dunque fascista, e da subito? Si, a leggere alcuni fatti: nel 1919 a Tempio è costituito il fascio di combattimento, nel 1922 c'è la prima spedizione punitiva a Terranova, nel 1924 il sindaco di Nuchis conferisce la cittadinanza a Mussolini. Ma più che un'adesione di massa e convinta al fascismo, è una reazione delle classi borghesi, dagli spedizionieri terranovesi ai sugherieri tempiesi, alla presenza forte e organizzata del movimento operaio. C'è in Gallura - ai primi anni Venti - un 'triangolo rosso" Terranova-La Maddalena-Tempio. E' la Gallura che offre molte personalità alla costruzione dei movimenti e dei partiti di sinistra in Sardegna (con aspetti originalissimi) e molte figure all'antifascismo e alla Liberazione, di cui ieri, 25 aprile, è stato celebrata la ricorrenza, la sessantesima.
Tempio è la culla della sinistra. Nel 1891, Claudio Demartis e Silla Lissia, fra gli altri, fondano il fascio operaio (composto da calzolai) e, nel 1907, la lega dei quadrettai, la prima organizzazione dei sugherieri. Nel mezzo, nel 1894, Demartis, apre la prima sezione socialista dell'isola. Tra il 1919 e il 1920, il 'biennio rosso", il movimento operaio lotta per avere riconosciute le otto ore di lavoro. Nel 1919, viene costituito a Tempio il primo fascio di combattimento e, nel 1922, i fascisti si presentano alle comunali, unico caso in Gallura. Nel 1921 nascono i nuclei fascisti di Calangianus e La Maddalena e, nel 1922, c'è quello di Terranova, dove arriva da Civitavecchia un gruppo di squadristi per punire i socialisti. Il fascismo in Gallura si sviluppa dunque in contrapposizione diretta alle forze di sinistra: a Tempio e Calangianus sono quelle che si organizzano con i sugherieri, alla Maddalena quelle degli scalpellini, a Terranova degli operai marittimi.
Nell'aprile del 1924, alle elezioni politiche, il fascismo prende quasi 7mila voti, il 79 per cento, e nel maggio nello stesso anno il sindaco di Nuchis, cavalier Michele Giagheddu, conferisce la cittadinanza onoraria a Mussolini e a Pietro Lissia, calangianese, sottosegretario alle Finanze.
Un altro calangianese è uno dei primi a essere colpito dalla violenza fascista ma è, soprattutto, una delle figure più alte del panorama politico gallurese. E' Antonio Cassitta, nel 1921 direttore del giornale dei giovani comunisti, nel 1923 prima arrestato a Roma e poi a Milano per 'attività sovversiva", nel 1943 fondatore del Partito comunista sardo; un uomo che sopportò 'anni di persecuzione con dignità" e che, narra la leggenda, sfuggi a Calangianus a una spedizione punitiva travestendosi da suora. Un'altra grande figura dell'antifascismo è Andrea Lentini. Lurese, schedato dai fascisti come uno che 'professava principi sovversivi e antimilitaristi", si spostò nel Sulcis dove organizzò il movimento sindacale dei minatori, uno dei più forti della Sardegna; si rifiutò di consegnare le bandiere rosse al regime, le nascose e poi, dopo la Liberazione, uno di quelle fu issate a Sassari.
Fra i tanti che parteciparono alla Resistenza, Fausto Cossu, tempiese, morto la scorsa settimana, ebbe un ruolo di primo piano: nel maggio del 1944 costitui una divisione di Giustizia e Libertà e liberò prima la città di Bobbio e poi quella di Piacenza. Avrà la medaglia d'oro al valore militare. Antonio Lepori, aggese, nel settembre del 1944 si unisce alla settima brigata Garibaldi, a Ivrea e nel gennaio 1945 muore, colpito da una colonna nazista, nel tentativo di coprire la fugha a due partigiani. Avrà la croce al valore militare. Un libro recente di Giampaolo Pansa, 'Il prigioniero del silenzio", rievoca la figura di Andrea Scano, di Santa Teresa Gallura, che partecipò alla Resistenza di Genova, alla cui liberazione contribui.
Galluresi che, in un modo e nell'altro, fecero l'Italia libera.

Guido Piga