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Cagliari, Iglesias e Torino: restituite i documenti dell’isola che fu dei Papi

 SANT’ANTIOCO. La Regione ha ammesso il progetto per acquisire al patrimonio dell’Archivio Storico comunale i documenti sulla nascita della comunità. ‹‹Abbiamo presentato un’idea complessa - dice l’assessore alla Cultura, Mariano Gala - grazie alla collaborazione della Cooperativa Studio 87, che gestisce l’Archivio. L’obbiettivo è ottenere dagli archivi nazionali di Cagliari e Torino, da quello diocesano di Iglesias e dalla Corona d’Aragona a Barcellona le carte più importanti sulla nostra storia». L’anno prossimo sarà celebrato il 250 anniversario dalla ricostituzione della comunità Antiochense. Nel 1756, nell’isola, ci fu il primo battesimo. «Nel 2006 vorremmo - dice l’assessore - celebrare degnamente questa importante ricorrenza e quei documenti sono fondamentali››. Il progetto è stato finanziato con i fondi previsti dalla legge 26, anche se è stato ridimensionato. Adesso comincerà la preparazione per le celebrazioni dell’anniversario e il Comune vuole pubblicare gli importanti documenti. Per dare un’idea il documento forse più importante è custodito nell’Archivio di Torino: è la donazione che la Giudicessa Benedetta di Laconi fece nel 1216 al vescovo Bandino di Sulcis, dell’isola di Sant’Antioco e dei territori contigui, comprese le preziose saline. Il documento è uno dei primi nei quali, dopo l’incipit in latino, è scritto in sardo campidanese, a dimostrazione che la lingua sarda era già utilizzata in atti ufficiali e quindi godeva di piena dignità. Nello stesso documento c’è un’importante descrizione del territorio e delle diverse isclas. Sempre a Torino sono conservati i documenti relativi al progetto di ripopolamento dell’isola. All’inizio l’idea era diinviare una colonia di greco-corsi ma la Chiesa, che si riteneva proprietaria dell’isola in virtù della donazione, si oppose. Altri importanti documenti sono i Quinque libri, i documenti della chiesa antiochense, conservati nella Curia di Iglesias. In quei libri è riportata la storia della comunità fino al 1866, quando, con l’Unità d’Italia furono istituiti l’anagrafe e lo stato civile comunale e i registri della Chiesa ebbero minore importanza.
Ca.Flo.

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