Il Comunale non è da azzurrini

CARBONIA.Ormai è ufficiale, l'incontro amichevole che la nazionale under 21 di calcio disputerà il prossimo 8 febbraio con la Russia, si giocherà a Olbia. Da chiedersi perché questa notizia, oltre al giusto interesse per una gara internazionale degli azzurrini, dovrebbe trovare spazio nella cronaca locale, è presto detto. La notizia apparsa sabato 15 gennaio su uno dei principali quotidiani sportivi nazionali, non era una bufala, o la classica boutade per riempire spazi, quando riportava che Carbonia, ed il suo stadio comunale, fosse in lizza con il Vanni Sanna di Sassari, ed il Nespoli di Olbia, per essere teatro della sfida con i sovietici. Ci sono stati effettivamente seri contatti, tra l'amministrazione comunale guidata da Tore Cerchi, ed i vertici federali nazionali, per portare i giovani azzurri a Carbonia, proprio il giorno prima della sfida tra le rappresentative maggiori di Italia e Russia, al Sant'Elia di Cagliari.
Sarebbe stato un evento senza precedenti, ancora più della gara di Coppa Italia del '58 che la Carbosarda giocò con la Fiorentina. Basti pensare alla diretta televisiva, con il ritorno di immagine per la città ed il territorio, magari in tribuna Lippi e Gigi Riva, tanti addetti ai lavori dai volti noti, la faccia abbronzata del trainer, ex campione del mondo Claudio Gentile, a sbraitare dalla panchina di proprietà di Checco Fele, i campioncini d'Europa in carica in maglia azzurra a sbucare dal sottopassaggio che fu di Cavallini, Zoboli, Ravot e compagni, con in testa il cagliaritano Rolando Bianchi. Da subito il sindaco Tore Cerchi, in un intervista radiofonica rilasciata, ad una trasmissione sportiva di Radio Star, pur confermando la candidatura, aveva sgombrato il campo da facili entusiasmi. Decisamente troppe le opere da portare a termine in un lasso di tempo ridotto, per poter rientrare nei parametri rigidissimi imposti dagli organi di controllo internazionale, e dalle tv, per tali eventi. Prima tra tutte la capienza, da portare a 5.000 spettatori, dai 3.500 attuali, l'impianto di illuminazione spento da troppo tempo, da revisionare e sottoporre a nuovo collaudo. Per passare ad una tribuna stampa degna di questo nome, con spazi per i cameraman, area interviste, utenze telefoniche, e tutto ciò che concerne la moderna tecnologia per le trasmissioni radio tv. Ma anche il terreno di gioco, appena sufficiente per il campionato di Promozione, visto che più che erba, si tratta di sterpi ingialliti, e poi il sottopassaggio, un pezzo di storia da restaurare, prima di offrire muri scrostati ed umidità in diretta via satellite. Promossa la ristrutturazione complessiva, le gradinate, i servizi igienici, tutto rimesso a nuovo in tempi relativamente ridotti, bellissimi gli spogliatoi, fiore all'occhiello delle opere di recupero. Insomma, non può trattarsi di un'occasione persa, ma il primo segnale che Carbonia, potrà essere in futuro degna di grandi eventi anche ai massimi livelli (anche se le nazionali in Sardegna, passano molto di rado). Occorre un ulteriore sforzo, l'abilità già dimostrata nel reperire risorse per completare l'opera già iniziata, per avere uno stadio all'avanguardia, e vincere le prossime sfide con gli altri grandi centri della Sardegna.(an.pi.)