Peccato, quel granito non è maddalenino

LA MADDALENA.La Maddalena non è certo una grande città, eppure aveva la sua leggenda 'metropolitana": era infatti convinzione generale che il granito di Cava Francese fosse stato utilizzato, nientedimeno che per costruire il basamento della celebre Statua della Libertà a New York.
L'orgoglio di aver contribuito alla realizzazione di un monumento cosi importante aveva alimentato siti internet, discussioni pubbliche, ricordi di vecchi proprietari di cave e scalpellini in pensione, con l'affermazione che esistevano addirittura documenti certi in merito. Finchè, quasi per caso, un indiscusso intenditore di granito maddalenino, Pasqualino Serra, nonché ultimo proprietario delle cave di Santo Stefano, si trova a Genova, quale visitatore di una mostra dove fa bella vista di sé una gigantografia di uno dei simboli più forti della libertà nel mondo. Comincia a studiare da vicino l'immagine ed un tarlo gli erode la mente: quello non è il granito della Maddalena, nulla infatti corrisponde, né il colore, né la composizione.
Ma c'è un solo modo per eliminare ogni dubbio residuo: andare a New York e verificare di persona. L'analisi ha definitivamente dissipato ogni sospetto nella sua mente, la leggenda è stata sfatata.
Tornato alla Maddalena ne parla con Tommaso Gamboni, studioso di minerali e ideatore con l'associazione G. Cesaraccio, del museo mineralogico e geologico di Caprera.
Nel giro di due mesi arriva la risposta definitiva, le ricerche storiche e l'incontro fortuito con un amico americano portano alla visione di un libro, sconosciuto fino ad oggi. Si intitola 'Flesh and Stone", la storia della nascita e della costruzione della Statua della Libertà.
Alla fine, è certo che il granito, utilizzato per il basamento della famosa signora di Manhattan, alta 46 metri e dal peso di 225 tonnellate, intenta a calpestare le catene della schiavitù con la fiaccola in una mano e la dichiarazione d'indipendenza americana nell'altra, proviene da una cava del Connecticut e da una località chiamata Stony Creecy.
I quattro blocchi di granito utilizzati, dal peso di sette tonnellate l'uno, furono estratti dall'isolotto di Leete's e trasportati a New York, via mare, da un vapore. Il proprietario della cava era uno scozzese, di nome Beattie's John, che attinse le proprie maestranze dall'immigrazione nord europea degli anni 1880, con l'aggiunta di qualche italiano.
Sarà un mito duro da abbandonare, per i maddalenini, affezionati a quella leggenda e orgogliosi di avere avuto un ruolo cosi importante. Ma, alla fine, che la verità trionfi.
Barbara Calanca