Sua maestà il fiume Cedrino

NUORO. All'indomani della catastrofica alluvione, sono in molti a chiedersi che cos'è e quale importanza ha il fiume Cedrino nell'ambito del territorio provinciale. Il bacino idrografico, secondo gli esperti, ha un'estensione di 1089 chilometri quadrati ed è il quinto della Sardegna.
Dunque, malgrado l'orografia sia prettamente montana e le quote, sia sullo spartiacque che all'interno del bacino, raggiungano e superino i 1000 metri, la morfologia nel settore paleozoico, è caratterizzata da dossi, aspri spuntoni, piccoli rilievi, gole e valli incise da diversi corsi d'acqua. Il Cedrino è anche uno dei più importanti fiumi dell'isola, sia per l'estensione del suo bacino imbrifero sia per l'entità dei deflussi.
I tecnici hanno calcolato una zona di possibile esondazione delle piene di una lunghezza pari a circa 15 chilometri fra il ponte di 'Bartara", vicino a Galtelli, e la foce del fiume. In questo tratto confluiscono due importanti affluenti: il Sologo e il torrente Santa Maria, che sottendono, rispettivamente, un bacino di 286 e di 65 chilometri quadrati. Da tenere presente che nel bacino del Cedrino sono state censite dall'istituto di geopedologia dell'Università di Sassari, negli anni compresi tra il 1978 e il 1981, ben 1278 sorgenti, alle quali si aggiungono 723 pozzi artesiani che, in quest'ultimo caso, non superano la portata media generale di 1-2 litri al secondo.
La più importante sorgente è quella di Su Gologone. La stragrande maggioranza, comunque presentano portate inferiori ad 1 litro al secondo, tipiche di ambienti poco permeabili, come quello granitico e basaltico, e regimi strettamente collegati all'andamento stagionale.
I centri abitati che ricadono nel bacino del fiume sono: Nuoro, Dorgali, Galtelli, Irgoli, Loculi, Orosei, Lula, Mamoiada, Oliena, Oniferi, Orgosolo e Orune. L'area interessa 19 territori della provincia barbaricina: Orune, Bitti, Lula, Nuoro, Mamoiada, Orgosolo, Oliena, Galtelli, Orosei, Onifai, Loculi, Irgoli, Ollolai, Orani, Sarule, Talana, Urzulei e Villagrande. Che rappresentano il 15,5% della superficie territoriale. Altimetricamente la montagna interna è di 465.57 kmq, pari al 43%; la collina interna: è 291.47 kmq, pari al 27%; la collina litoranea 331.96 kmq, pari al 30%.
Il Cedrino, per l'ampiezza del bacino imbrifero e per l'enetità dei deflussi durante l'arco dell'anno, viene considerato dagli studiosi uno dei corsi d'acqua più importanti della provincia. Nasce dal 'Monte Novu" di San Giovanni, nelle propaggini settentrionali del Gennargentu, ed ha un tratto iniziale tortuoso nel quale confluiscono numerosi torrenti; attraversa formazioni granitiche, calcaree del mesozoico e basalti del pliocene. Subito dopo la confluenza del Rio Flumineddu, la diga di 'Perda'e Othoni" dà luogo a un bacino imbrifero di 14 milioni di metri cubi d'acqua.
La media annua delle precipitazioni della provincia di Nuoro è stata calcolata in 867 mm. Quella registrata ultimamente a Villagrande è stata di circa 600 mm in 24 ore. Ecco il perchè del catastrofico evento naturale. Da tenere presente che, stando ai calcoli dei tecnici, ad una preciptazione media di 870 mm corrisponde un volume d'acqua piovana pari a 6.124 milioni di metri cubi. Una massa d'acqua impressionante. Di questi 6.124 Mmc d'acqua, il deflusso è stato calcolato in 2.817 milioni di metri cubi, pari al 46%.
In Sardegna il fabbisogno idrico è di 1.162 milioni di metri cubi all'anno, cosi ripartiti: 807 milioni per l'agricoltura (69,4%); 294 milioni per gli usi civili (25,3%); e 61 milioni per quello industriale (pari al 5,3%). Dati dai quali si ricava che la dotazione idrica per cittadino sardo è pari a 178 metri cubi all'anno.(a.b.)