27 novembre 2004 —
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Olbia
OLBIA. «La scelta compiuta dai due consiglieri dei Ds - il non aver partecipato al consiglio comunale sul Puc - non è stata decisa dal partito e soprattuto non è condivisa dalla maggioranza dei militanti e dei cittadini. E grave che i due consiglieri, Tore Derosas e Marino Achenza, non si siano differenziati dal resto del centrosinistra. E grave la giustificazione dellassenza dallaula perché il Puc sarebbe illegittimo: se era illegittimo, non bisognava partecipare nemmeno alle riunioni della commissione. Per questo è urgente la convocazione di un direttivo». Pierpaolo Ditel è stato segretario di sezione del Pds, è luomo pià adatto a comunicare ed è lui, proprio per questa caratteristica, che è stato delegato da un gruppo di dirigenti dei Ds ad aprire loperazione chiarezza allinterno dei Ds, del centrosinistra e, soprattutto, «nei confronti della città». Una posizione che critica pesantemente la scelta del centrosinistra, la cui assenza in consiglio comunale ha consentito a Settimo Nizzi e alla sua maggioranza di approvare il Puc in 4 ore e mezzo. «Perché è necessario ribadire, sottolineare, evidenziare che i Ds nulla hanno a che spartire con Nizzi, ed è per questo che auspichiamo anche una presa di posizione inequivocabile di Renato Cugini».
- Sottolineare, evidenziare, ora che il centrosinistra non ha partecipato al Consiglio...
«Noi parliamo dei Ds. La richiesta di una convocazione urgente del direttivo cittadino nasce spontanea, direi. Quello che è successo in consiglio comunale è gravissimo».
- In che senso?
«In più sensi. Cera un Puc fatto dalla destra che andava contrastato con tutte le forze, e invece i Ds hanno preferito non lottare. La nostra critica è prima di metodo. I due consiglieri comunali, eletti dai cittadini ma con il grande apporto del partito, non hanno minimamente coinvolto i dirigenti, gli iscritti, i simpatizzanti, i cittadini su una scelta delicatissima come è il piano urbanistico comunale. Hanno calpestato la democrazia. Potevano anche decidere di non partecipare ai lavori del consiglio comunale, ma dovevano discuterne con tutti: avrebbero avuto più forza, quale che fosse stata la loro scelta».
- Sembra di capire che, se consultata, la base dei Ds avrebbe consigliato lastensione...
«E non è così. Se i due consiglieri avessero seguito quel percorso, avrebbero capito che il partito e che la città, quella di sinistra, volevano una battaglia durissima contro questo Puc».
- Daccordo: ma il centrosinistra ha sostenuto che questo Puc era illegittimo, che non bisognava votarlo...
«Ragioniamo. Poniamo che il centrosinistra ha ragione nel dire che il Puc è illegittimo, o che lo è in parte, come dice il Tar. Coerentemente, il centrosinistra non è andato in consiglio comunale. E fin qui, tutto bene. Ma cè un passaggio gravissimo: il centrosinistra ha partecipato attivamente ai lavori della commissione urbanistica. I consiglieri, nella commissione, hanno visto le osservazioni, le hanno votate o respinte. In una parola, partecipando ai lavori della commissione - lorgano effettivo di redazione del Puc, quello a cui i cittadini non hanno accesso - il centrosinistra ha legittimato quel piano. Inutile, dannoso, ritirarsi poi, in consiglio comunale».
- Ma cè stata la sentenza del Tar contro Nizzi...
«Quella è successiva alla votazione del consiglio comunale: nessuno poteva sapere come sarebbe andata. Invece, permettendo a Nizzi di approvare il Puc in 4 ore e mezzo, il centrosinistra ha rischiato di lasciare campo libero al centrodestra, perché la legge di tutela, in consiglio regionale, non era stata ancora approvata. Per questo, noi chiediamo un incontro del direttivo dei Ds: siamo sicuri che è stato commesso un errore, vogliamo che la città sappia che il nostro partito non ha fatto inciuci con Nizzi. Del resto, alcuni consiglieri, indipendenti, socialisti, hanno manifestato critiche sulla scelta della coalizione. I nostri, invece, non hanno mostrato dissenso verso chi ha dato la linea: vogliamo sgombrare il campo da illazioni».
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Guido Piga