Il mitico Comunale riapre i battenti

CARBONIA.Ci sono voluti due anni di lavoro, ma alla fine uno dei monumenti della città, forse tra i più importanti, non solo dal punto di vista sportivo ma proprio perché punto di aggregazione per grandi eventi, lo stadio, è stato recuperato. Manca ormai solo il collaudo ufficiale della struttura, fissato rinvio, per mercoledi, poi il Comunale riaprirà i battenti. Forse per la gara del 7 novembre, valida per il campionato di Promozione: il Carbonia sarà opposto al Sarroch. Quasi certa tra poco anche la presenza, di Zola ed Esposito. Ottocentomila euro ben spesi, suddivisi tra quelli arrivati dalla Regione sulla legge 65, e con la partecipazione diretta delle risorse comunali. Un intervento che finalmente ha fatto decadere l'ordinanza datata 1999, firmata con rammarico dall'allora sindaco Antonangelo Casula, che tacciava quelle mura care a tanti cittadini di Carbonia, con l'infamante denominazione di 'pericolante". Tutto rimesso a nuovo, per quanto le risorse lo hanno consentito: recinzione, biglietteria, tribune, bagni, spogliatoi, palestra. Un'opera di ripristino e miglioramento, che ha destato la soddisfazione degli enti preposti e dei dirigenti della società del Carbonia calcio, che saranno i primi, e principali fruitori, con i supporters locali, della struttura sportiva. La prima denominazione fu stadio Gil (gioventù italiana del littorio) e la prima partita ufficiale si giocò il 21 maggio del 1940, anche se già l'11 febbraio dello stesso anno, in un terreno adiacente si disputò la gara con il Bacu Abis, finita 2-2. Ma la data che viene considerata come inaugurazione vera e propria (con svastiche e fasci littori in bella mostra, come si può vedere dalla foto), è quella del 28 gennaio 1941, quando l'impianto fu intitolato al con suocero di Mussolini, il Conte Costanzo Ciano, Ammiraglio ed eroe della prima guerra mondiale. Un busto che lo raffigurava, opera dello scultore Sarmassi, fu posto al centro della tribuna d'onore. Caduto il regime lo stadio divenne, come lo è tuttora 'Comunale", ed il busto di Ciano, cosi come altre opere che riguardavano il regime, spari, per poi ricomparire all'improvviso alcuni anni fa. Ma tanti sono i ricordi delle migliaia di cittadini anziani, ma anche di chi ha superato i quaranta legati a quest'impianto. Le gesta della mitica Carbosarda, le prime gare disputate in Sardegna alla luce dei riflettori, con quella storica del 30 giugno 1958, quando dal sottopassaggio apparve la Fiorentina, per un turno della Coppa Italia. I grandissimi del ciclismo a sudare sulla bellissima pista del velodromo: Fausto Coppi, Gino Bartali, Fiorenzo Magni, Maspes, le notti della grande boxe. A seguire gli anni 80, con il ritorno del Carbonia in serie C: le reti di Novellini, o le giocate di fino di Brugnera, Congiu e Bianchini. Autentiche riunioni di famiglia, con le cene al sacco consumate sugli spalti, come a cavallo degli anni 60-70, con eventi importanti per l'epoca. Il 'Festival Pop", con artisti come Demis Roussos e i Dik Dik. In epoca più recente a fare il tutto esaurito sono stati Edoardo Bennato e Pino Daniele. Ma anche momenti dolorosi, come la tragica scomparsa durante un'allenamento di Pepi Gessa, giovane talento biancoblù, stroncato in giovanissima età. Ora con un nuovo look, lo stadio è di nuovo di tutti e di certo il più felice sarà quell'eterno ragazzo, che di nome fa Carlino Zoboli, recordman di presenze in biancoblù. Con lui tutti si augurano una piena rinascita.
Antonello Pirotto