Sir Zola da Oliena " baronetto" di Sua Maestà

CAGLIARI. E ora lo chiameranno 'Sir", anche se proprio baronetto non è. Membro onorario dell'Ordine dell'Impero Britannico: è per la precisione questa - e visto il contesto l'esattezza dei termini è d'obbligo - l'onorificenza che sua Maestà Elisabetta seconda ha conferito a Gianfranco Zola per i suoi cinque anni di calcio inglese e nobiltà di intenti. L'onorificenza è dello stesso ordine per il quale sono stati insigniti David Beckham, Mike Jagger o Keith Rowling, la ‘madre' di Harry Potter, o tutta la nazionale di rugby campione del mondo.
E ora è facile immaginare che, se anche per la casa regnante inglese e tutti i suoi sudditi Zola potrà esser chiamato 'Mbe" (Member of the British Empire), per i tifosi di tutta Italia sarà più semplicemente 'Sir Gianfranco", cavaliere al servizio del campionato più bello del mondo. Il fantasista rossoblù riceverà il suo titolo lunedi dalle mani dell'ambasciatore britannico, Sir Ivor Roberts. 'Il giocatore straniero più duraturo nella storia del Chelsea", e poi ancora 'un eccellente ambasciatore del calcio e il modello ideale per giovani tifosi": sono le motivazioni che hanno spinto la Regina d'Inghilterra a incoronare il piccolo re del football, un campione capace di andare oltre i limiti dell'età e del rettangolo di gioco. Un pò sudamericano nel tocco di palla, molto british nello stile dentro e fuori i novanta minuti di calcio giocato. Tra gli esordi alla Torres e poi al Napoli, all'ombra luminosa di Maradona, a fine anni ottanta, gli splendori di Parma e il ritorno in Sardegna due stagioni fa, è la lunga parentesi londinese a rivelare la vera natura del piccolo genio di Oliena, oggi un trentottenne ancora capace di stupire con i piedi e con la testa: 'Magic box", scatola magica, lo chiamano subito i tifosi del Chelsea, il club del quartiere più esclusivo di Londra. Nel frattempo il calcio italiano si consumava nell'ennesima polemica, all'insegna di Zola o dei Baggio di tutti i tempi: c'è ancora spazio per i numeri 10?
E lui, felice a Londra, a vivere la sua seconda vita. Un campo di golf, una partita al sabato e poi il giorno dopo poche chiacchiere, un gran gol al volo, una punizione alla Dieguito, la nomina di giocatore dell'anno alla prima stagione. E soprattutto l'immediata identificazione con un modo di intendere il football, da signori: questo è stato Zola in cinque anni inglesi. Due medaglie per la Fa Cup (nel '97 e nel 2000), la Coppa di Lega inglese, la Coppa Coppe e la Supercoppa europea nel '98', la Charity Shield nel 2000. Ma il palmares di Zola, per Elisabetta II, è fatto di molto altro. 'La passione che naturalmente ha per questo sport - si legge nella motivazione dell'onorificenza - è unita a una determinazione a sostenere i più alti standard di comportamento. Durante tutto il periodo trascorso in Inghilterra è stato uno spiccato sostenitore di numerose iniziative di beneficenza, ricevendo estesa ammirazione per il modo in cui ha dedicato il gol decisivo per la vittoria nella coppa di Lega inglese a un ragazzo malato terminale, che aveva visitato in ospedale".
Anche il suo addio al Chelsea, nonostante l'appello dei tifosi londinesi, per tornare alla sua terra è un segno di 'stile". Lunedi gianfranco sarà festeggiato nella cornice suggestiva di Villa Wolkonsky. E chissà se avrà il coraggio di confessare che, in cuor suo, un po' 'sir" si sentiva comunque.