19 settembre 2004 —
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Cagliari
GUSPINI. Troppe, dispersive e sovradimensionate le comunità montane in Sardegna. E soprattutto via dagli enti montani i comuni in pianura e sul mare che con i monti non hanno a che fare. La strada del taglio delle comunità montane, venticinque in tutta lisola, è tracciata: dalla Regione alla stessa Unione Comunità Montane (organismo dellAnci) arrivano segnali chiari che si va in sintonia verso il riordino di questi enti. «Lo chiediamo dal 1992 - puntualizza Antonio Marrocu, presidente della XVIII Comunità montana Monte Linas -, come Uncm ci siamo riuniti laltro ieri a Macomer e lo faremo nei prossimi giorni a Tempio per ribadire che il riordino è indispensabile».
Istituite nel 1980 con legge della Regione autonoma (in campo nazionale sono regolate dal Testo Unico), le Comunità montane si sono rivelati nel tempo enti male assortiti perchè concepiti in maniera a dir poco cervellotica. Giusto per fare un esempio cè quella del Mulargia-Flumendosa (la XX) che comprende due soli comuni, Siurgus Donigala e Mandas), mentre nella XVIII «Monte Linas» sono compresi paesi assolutamente pianeggianti come Pabillonis, San Gavino e Sardara che, soprattutto i primi due, a malapena arrivano a unaltitudine massima di poche decine di metri. Per non dire poi della comunità montana Riviera di Gallura fatta esclusivamente di comuni costieri.
Alla regione è in dirittura darrivo una proposta di legge di riordino generale delle comunità montana a firma degli assessori Massimo Dadea (Affari generali) e Gianvalerio Sanna (Enti Locali), che seguono ai tentativi effettuati nella passata legislatura dallallora assessore Andrea Biancareddu che voleva addirittura soprimere gli enti montani e dal consigliere Ds Tore Sanna (tornato a fare il sindaco a Villasimius), che aveva prediposto un disegno di legge mai approdato in aula per il riordino delle Cm e una disciplina per lUnione dei Comuni.
«In Sardegna sono più che sufficienti dieci-dodici comunità montane - sostiene Antonio Marrocu -, venticinque sono eccessive e inutili. I comuni che non hanno territorio montano non devono farne parte, è più giusto che si costituiscano in Unione dei Comuni e procedano amministrativamente su questa strada usufruendo di risorse economiche garantite da leggi specifiche di finanziamento. Mischiando competenze e finalità è un danno per tutti».
Il primo vantaggio proveniente dal riordino sarebbe un considerevole risparmio di denaro pubblico. «La XVIII comunità montana Monte Linas del Villacidrese-Arburese e la XIX Marganai dellIglesiente - prosegue Antonio Marrocu - potrebbero essere facilmente accorpate perchè confinanti e appartenenti allo stesso sistema montuoso, quello del Linas-Marganai. I due territori sono stati scdivise senza alcuna logica, adesso è giusto rimediare.
Cè poi il discorso degli incarichi: «Nella XVIII comunità montana abbiamo nove assessori, due vicepresidenti e un presidente - conclude Marrocu -, la metà bastano e avanzano».
Luciano Onnis