ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Golfo Aranci e Berchidda, in fuga dal fuoco

 GOLFO ARANCI. Una Clio blu, targata Roma. Alcuni testimoni avrebbero visto quest’auto sostare lungo la piazzola del belvedere di Golfo Aranci, che è proprio sotto una vedetta dell’ente foreste. Alcuni secondi: ripartita l’auto, partite le fiamme. E’ un indizio, tutto da verificare, su cui lavorano polizia e carabinieri per arrivare a chi ha innescato un incendio che ha bruciato pochi ettari di macchia mediterranea tra la strada provinciale Olbia-Golfo Aranci e Baia Caddinas, ma che ha lambito un un intero villaggio, bruciando alcuni incannucciati a S’Abba e sa Pedra e costringendo gli occupanti a scappare con le motovedette.
 «Sei volte, quest’anno, ci avevano provato: stavolta ci sono riusciti, maledetti» si rammarica il sindaco Sergio Memmoli. E pensare che era «solo una fiammata, sembrava una cosa piccola» racconta una testimone. Succede sempre così, all’inizio: ma quando di mezzo c’è il ponente, il fronte del fuoco si allarga a dismisura, con tentacoli dappertutto. E ieri il vento soffiava forte, da ovest. Soprattutto all’una, quando è scoppiato il rogo: punte anche di 41 nodi, quasi ottanta chilometri all’ora. Impossibile controllarlo, lungo la vallata che porta al mare. Sono intervenuti uomini della forestale e vigili del fuoco di Olbia, i volontari della protezione civile. Ma a piedi, con le autobotti, non era possibile tagliare la lingua di fuoco, era fattibile solo l’intervento ai lati: camminava troppo, l’incendio, nonostante l’intervento di tre elicotteri, fra cui quello del consorzio Costa Smeralda. E aveva nel mirino due villagi nel: S’Abba e sa Pedra e Baia Caddinas, tutti popolati (un migliaio di persone, almeno). Anche per questo, sono intervenuti due Canadair da Olbia, proprio nel momento in cui Guido Bertolaso, responsabile della protezione civile lasciava l’aeroporto Costa Smeralda dove aveva presentato l’aereo antincendio russo. «A tempo record, stavolta, sono volati i Canadair, anche perché mi sono incollato al telefono», dice Antonio Satta, sindaco di Padru, che a Baia Caddinas era presente ieri, nella sua casa al mare.
 L’azione dei due mezzi aerei ha fermato le fiamme poco prima che arrivassero a toccare ville e residence, non riuscendo a impedire che alcuni tizzoni mandassero in fiamme una veranda di canne e un’auto. E’ stato un momento decisivo: dalle spiagge e dalle ville c’è stato un esodo dei vacanzieri, guidati dalla forze dell’ordine, con alcuni fatti salire sui gommoni e le motovedette della capitaneria di porto di Olbia e Golfo Aranci (tre, più un pattugliatore) che hanno caricato una sessantina di persone e le hanno messe in sicurezza nel porto golfoarancino, dove Comune e prefettura avevano allestito un centro d’accoglienza. Decine di lanci dei Canadair hanno spezzato il fronte del fuoco, permettendo ai mezzi a terra di salvare il salvabile, tranne una discarica abusiva a Baia Caddinas, che bruciava fino a tarda sera.
 Dopo l’allarme costiero, che ha gettato paura tra residenti e turisti, anche l’interno ha cominciato a bruciare. Poco dopo le 14 un incendio, appiccato nelle campagne tra Oschiri e Berchidda, si è esteso rapidamente interessando oltre venti chilometri di territorio.
 Sul posto sono intervenuti gli uomini del corpo forestale, i vigili del fuoco, i volontari e tutti i velivoli a disposizione nel nord dell’isola: tre Canadair, un helitanker e due elicotteri.
 Le fiamme sono state domate soltanto a tarda sera, quando avevano raggiunto i costoni davanti a Berchidda e nei pressi di un rimboschimento privato. Per diverse ore hanno operato sulla zona degli incendi oltre cinquanta uomini su mezzi fuoristrada, perché buona parte delle campagne interessate dall’incendio sono irraggiungibili dai normali mezzi antincendio.
 Il bilancio di una giornata nera, da dimenticare sotto il profilo della lotta anticendi, sarà stilato soltanto oggi quando gli ispettori del corpo di vigilanza ambientale valuteranno i danni provocato dalle fiamme e quantificheranno le superfici di pascolo e bosco andate in cenere. Per tutti gli incendi sono state avviate le indagini da parte del nucleo investigativo del corpo forestale, ma la ipotesi che si sia trattato di incendi di natura dolosa è quasi una certezza.
R.O.

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • il mattino di Padova

    Senza Titolo

  • + Altri risultati