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Bortigali, no al parco eolico

BORTIGALI. Tempi duri per il parco eolico di Bortigali. La giunta regionale ha infatti espresso un giudizio negativo sulla compatibilità ambientale del progetto predisposto dalla società ‘Friel’ di Bolzano. Il piano, che ricade su una vasta area ubicata sulle montagne del paese, prevede l’installazione di ben 55 aerogeneratori. La maggior parte delle aree in cui dovrebbero sorgere le pale eoliche sono di propretà privata mentre una piccola porzione di terreno è di proprietà dell’Amministrazione Comunale.
 Lo stop al progetto è arrivato dopo che l’assessore regionale all’ambiente, il diessino Tonino Dessì, ha chiesto alla Giunta di revocare il bando per la realizzazione in Sardegna di nuovi parchi eolici. Il tutto in attesa di esaminare a fondo l’effettivo impatto ambientale delle iniziative e per cercare di evitare un sovradimensionamento di impianti inerenti la produzione di energia alternativa.
 La decisione della giunta regionale è stata accolta a muso storto da molti proprietari terrieri della zona che guardano con attenzione alla nascita del parco eolico. Anche perchè l’installazione delle torri consentirà di fare entrare risorse consistenti sia nelle tasche dei privati che degli enti pubblici che hanno aderito all’inizitiva.
 Sulle montagne del Marghine, però, non sarà semplice fare passare i progetti sull’eolico in quanto una buona parte del territorio viene considerata di ‘rilevante interesse naturalistico’. E quindi ragioni di impatto ambientale potrebbero ritardare, se non annullare del tutto, l’installazione di nuovi parchi. Progetti per la nascita di parchi eolici sono stati predisposti anche a Silanus, Dualchi, Noragugume, Lei, Borore, Sindia e Macomer. E dopo lo stop subito dal progetto di Bortigali si addensano nubi nere anche sugli altri progetti. Negli ultimi tempi sull’argomento si è levata una discussione piuttosto animata tra chi è favorevole alla proliferazione di parchi e chi invece ne chiede un corretto dimensionamento.
 Il presidente del Comitato Sardo per il Paesaggio, Emanuele Sanna, si è invece dichiarato soddisfatto per la decisione assunta dalla Regione che ‘Ha recepito alcune istanze avanzate nei mesi scorsi dalla nostra associazione - ha detto Emanuele Sanna - dobbiamo evitare che il territorio e il paesaggio della Sardegna subisca uno scempio in nome della produzione di energia alternativa’.
T.C.