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«Canone concordato, vantaggi per tutti»

 CARBONIA. Dopo ferragosto le associazioni che rappresentano gli inquilini e i proprietari immobiliari si incontreranno per stabilire a quale comune si farà riferimento per l’applicazione del regime dei canoni d’affitto concordati. La decisione dei ministeri delle Infrastrutture e delle Economia, che estende il regime anche ai comuni in cui l’accordo in tal senso non è stato sottoscritto, con applicazione dell’accordo riguardante il comune più vicino”demograficamente omogeneo”, è salutata positivamente ad ogni modo dai sindacati degli inquilini: “Il provvedimento - a detta del Sicet - potrebbe rappresentare una rivoluzione”.
 Secondo l’organizzazione sindacale della Cisl, se tutti i soggetti in campo comprenderanno i vantaggi del canone concordato, si potrebbe giungere ad un autentico punto d’equilibrio fra le differenti esigenze: un nuovo e più efficace “equo canone” capace di riuscire là dove quella disciplina, abbandonata una decina di anni fa, fallì clamorosamente, in quanto il canone concordato rappresenta un sistema che trasferisce vantaggi concreti a tutti i contraenti l’accordo, nonché alla collettività. Resta da decidere, come detto, a quale accordo già vigente si farà riferimento nell’individuazione delle fasce di oscillazione dei canoni di locazione. Si parla, oltre che di Selargius e Assemini, anche di Monserrato e Quartu Sant’Elena: «Quest’ultimo - ragionano al Sicet - non sarebbe un modello particolarmente vantaggioso per realtà come Carbonia o Iglesias, i due comuni del Sulcis Iglesiente interessato del decreto interministeriale. Saremmo più propensi ad orientarci verso i criteri relativi a Monserrato o Selargius. Quando il regime sarà operativo, ad ogni modo, inquilino e proprietario che intendessero concordare il canone d’affitto, potranno rivolgersi ad una organizzazione sindacale per la stipula del contratto». I vantaggi si realizzano sia per gli inquilini, che risparmierebbero sul canone, sia per proprietari, che usufruirebbero di sgravi fiscali, sia per il comune, per la contrazione degli affitti in nero: l’emersione delle locazioni celate al fisco e il maggior introito per i comuni, potrebbe consentire inoltre un calo dell’aliquota Ici. Un argomento questo, caro al Sicet: «Il ritocco dell’Ici è una forma di incentivazione per la riemersione dal nero. In tal modo, quanto si perde da una parte si guadagna dall’altra e il saldo sarebbe positivo: in caso contrario c’è sempre la possibilità di portare al massimo l’Ici per la case sfitte».
Giovanni Di Pasquale