L'Italia si qualifica per le vacanze

GUIMARAES. Addio. Nonostante i due gol di Cassano è successo quello che tutti temevano. Il pari tra Danimarca e Svezia (guardacaso è finita 2-2) ci sbatte in faccia la porta dei quarti degli Europei. Siamo fuori, costretti fare le valigie e, quel che è peggio, a sorbirci lezioni di sportività. Colpa un po' di tutto: delle polemiche, degli sputi, di un clima che non è mai stato sereno. Unica consolazione il fatto che lasciamo Lisbona imbattuti. E' la prima volta che succede nel campionato continentale.
Ieri le cose si sono messe subito male per gli azzurri con Vieri costretto a dare forfait per un problema al ginocchio che si trascina da qualche giorno.
Al suo posto Trapattoni ha mandato in campo Corradi mantenendo inalterato lo schema che aveva funzionato bene nel primo tempo con la Svezia. Difesa a quattro con Nesta e Materazzi centrali, Zambrotta e Panucci a spingere sulle corsie. Centrocampo con Fiore e Perrotta a recuperare palloni per Pirlo e attacco a tre punte con Del Piero spostato a destra, Corradi al centro e Cassano libero di spaziare su tutto il fronte.
La Bulgaria ha risposto rinforzando il centrocampo con Petrov e Lazarov molto larghi ma sulla stessa linea di Hristov, Yankovich e Petkov. Davanti è rimasto il solo Berbatov, stella emergente del calcio dell'Est.
L'avvio è prudente. Gli azzurri sembrano tesi (in panchina avranno già acceso le radioline?) e i bulgari ne approfittano per provare qualche sortita. Petrov infastidisce Panucci sulla sinistra e al decimo costringe Buffon a scaldarsi le mani.
E' un campanello d'allarme ma la gara fatica a salire di tono. Al 13' Fiore e Del Piero sprecano uno splendido cross di Cassano e al 26' Corradi colpisce debolmente di testa su un traversone di Zambrotta, poi Fiore alza la mira a cinque metri dalla porta. Troppo poco per una squadra che deve vincere e che deve farlo con due gol di vantaggio. Poco, anche perché la Bulgaria non sta a guardare. Gioca corta con Yankovic a dettare i ritmi e i due esterni rapidissimi a sfruttare gli spazi ogni volta che ne hanno la minima possibilità.
Trapattoni capisce che non tira aria buona, e non solo per la pioggia che cade abbondante. In più arriva la notizia del vantaggio danese a Oporto. Ci vorrebbe una ringhiata (Gattuso dove sei!) e invece è un pianto. Con l'Italia che tentenna, vittima di se stessa, i ragazzi Markov colpiscono. Berbatov lotta con Materazzi che lo afferra per la maglia e lo butta giù in piena aria di rigore. Petrov va sul dischetto e non perdona. E' il 45' e c'è solo il tempo di incassare i fischi dei tifosi arrivati da ogni angolo d'Italia.
La ripresa comincia con il leccese Bojinov (classe '85) al posto di Yankovich e con Bobo Vieri a scaldare i muscoli dietro la porta. Passa un minuto e Cassano trova il colpo che cambia il volto alla gara. Il suo bolide fa tremare la traversa e Perrotta è svelto a mettere dentro il gol del pareggio. E' la svolta. Gli azzurri capiscono che possono farcela e alzano il ritmo.
Trap manda in campo Vieri per Corradi e la squadra guadagna peso e grinta. Per venti minuti è un assedio alla porta di Zdravkov. Ci prova Del Piero, ci prova Cassano, ci prova, su calcio d'angolo, Vieri. Il raddoppio è nell'aria ma la Bulgaria stringe i denti. Non ci sta a lasciare l'Europeo con tre sconfitte in tre gare e ha pure un pizzico di fortuna. Markov rinforza la linea gotica buttando dentro Kotev e Dimitrov.
Il Trap risponde giocando la carta Di Vaio con Panucci centrale. La Bulgaria ha un ultimo sussulto con un calcio di punizione sventato da Buffon poi crolla. Al 94' Cassano raccoglie un cross di Oddo e regala i tre punti agli azzurri. E una soddisfazione amara perchè da Oporto arriva la notizia del pareggio per 2-2 tra Svezia e Daminarca. E' il risultato che si temeva e che caccia gli azzurri fuori dagli Europei. L'Italia torna a casa a testa alta, ma non ha motivo di gioire. Anzi c'e da stare sicuri che le polemiche continueranno a lungo.