Suazo ed Esposito regalano una notte di festa

CAGLIARI. La festa c'è stata, Esposito e Suazo hanno regalato al Cagliari la 5ª promozione in A. Ma alla fine del 1º tempo di sorrisi si vedeva solo quello di Nomvethe, nato a Durban. Ricordate il dentifricio con Dapporto che diceva a Giorgia Moll «Signorina, con quel sorriso può dire ciò che vuole»?
Come succede spesso nelle partite più attese, il Cagliari ha faticato parecchio prima di trovare il bandolo della matassa. Attanagliato dalla tensione per tutto il primo tempo ha sofferto l'aggressività dei campani che non avevano nulla da perdere (e se per questo neanche da guadagnare se non i tre punti che poco potevano aggiungere).
E paradossalmente pur andando al riposo in vantaggio di un gol di Nomvethe (su respinta corta di Modesto con Pantanelli che è riuscito solo a rallentare la corsa del pallone verso la rete), è stata proprio in quella frazione che la squadra ospite ha vanificato la possibilità di cogliere il settimo successo esterno stagionale. Troppe le occasioni fallite per segnare perchè poi non dovesse pagare dazio. Due volte con Corneliusson, quindi di testa con Rinaudo e Tulli. Talvolta è stato bravo Pantanelli, spesso però sono stati gli errori di mira a salvare i cagliaritani dal tracollo.
Nella ripresa pur con gli stessi schieramenti è cambiata la musica. Zola quasi subito ha regalato una palla gol a Delnevo che è stato preceduto di un soffio. Quindi ha impegnato il portiere su punizione. Ma dopo nove minuti Suazo ha fatto centro. Azione elaborata quella rossoblù, con un colpo di testa di Abeijon in area ad allungare la traiettoria per Esposito appostato sulla sinistra a pochi passi dalla porta. Pressato da De Angelis l'attaccante è riuscito a deviare di punta ma Botticella è stato bravo a respingere. Per sua sfortuna sui piedi di Suazo che a porta vuota ha segnato da pochi passi.
L'honduregno ha poi reso il favore al compagno che ha fatto centro con un destro sporco. Il 2-1 e il contemporaneo 1-0 del Catania sulla Fiorentina significava serie A e poco importa che qualche minuto dopo i viola abbiano pareggiato. A rendere ancora più rotondo il risultato una bella rasoiata di Suazo dopo una fuga delle sue con gli avversari seminati in velocità.
La partita non è stata un fedele racconto del campionato, di gran lunga superiore ai valori espressi ieri. La rimonta è stato però il trait d'union di tutta la stagione, l'ennesima dimostrazione di carattere espressa da un gruppo che, e qui bisogna dare atto all'opera di Reja, ha cominciato a correre senza intoppi quando l'allenatore goriziano lo ha preso in mano. Diamo il giusto merito a quest'uomo mite che anche ieri nel pieno dei festeggiamenti si è ben guardato dal lanciare proclami ringraziando tutti e quasi scusandosi di fronte a chi gli faceva notare che ottenendo la quarta promozione del Cagliari è entrato anche lui nella storia rossoblù. Se il presidente Cellino anche ieri è stato sibillino («gli farò un terzo grado»), il capitano Zola è uscito allo scoperto («il lavoro di Reja è stato eccezionale, merita di rimanere nella maniera più asoluta. Sarebbe un delitto non confermarlo»).
L'unico velo di tristezza, se cosi si può dire in una serata di festa, il probabile ritorno di Gianfranco Zola in Inghilterra. L'olianese non ha fatto alcun annuncio, ma quel «chiedo solo di avere rispetto della mia decisione perchè non sarà una cosa semplice» è un segnale piuttosto indicativo. Per il momento non ci resta che ringraziarlo per le emozioni che ci ha fatto vivere quest'anno.
Nanni Boi