15 aprile 2004 —
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sezione: Oristano
SENEGHE. Parco eolico: una realtà ormai per molti paesi della Sardegna, che tuttavia sembra lasciare dietro di sè non poche perplessità. Da qualche anno infatti i parchi - detti pure fattorie eoliche - vanno sorgendo come funghi in luoghi anche di grande interesse naturalistico. E se da una parte i fautori di questa energia alternativa si dichiarano convinti nel sostenere la nascita di queste strutture - poiché appunto si tratta di energia pulita - dallaltra ci sono sempre più persone preoccupate per la nascita indiscriminata dei parchi. Forse perché ad un deturpamento del territorio non sembra corrispondere una convenienza reale sul piano della produzione energetica, che si dimostra scarsa e legata a una tecnologia ancora non perfezionata.
Il rischio è quello di installare quindi strutture di fatto già vecchie. Ma il problema più grande è legato di fatto allassenza a livello regionale di un piano energetico che regolamenti la nascita di queste strutture individuando delle aree ben precise.
Anche a Seneghe, nel Montiferru e nellOristanese in generale la preoccupazione riguardo a queste tematiche è grande (in provincia infatti sono molti i comuni che hanno scelto di installare nei loro territori le fattorie eoliche) tanto che nei giorni scorsi un gruppo spontaneo di persone ha deciso di costituirsi in comitato.
Un comitato che vede tra i suoi fini principali la salvaguardia della paesaggio della provincia nella sua interezza da coste a spiagge, per arrivare allarcheologia allarchitettura tradizionale e alla conservazione della specificità delle compagne: «Al momento vogliamo opporci al fiorire indiscriminato e anarchico dei cosiddetti parchi eolici che in breve potrebbero portare lisola ad un irreversibile disastro ambientale e paesaggistico», sostiene il neocomitato.
Tra le prime azioni che i soci fondatori Enrica Puddu (Seneghe), Michele Ardu (Santu Lussurgiu), Francesco Cubeddu (Oristano), Antonio Caria (Seneghe), Anna Maria Uras (Oristano) e Sebastiano Mastinu (Seneghe), intendono portare avanti cè quella di proporre una moratoria: «Che blocchi i progetti in atto per la costruzione e la messa in opera di parchi eolici, sino a quando non sarà operante un piano energetico regionale degno di questo nome, che tenendo conto di tutte le alternative di energia pulita e tradizionale consenta di salvaguardare le bellezze del paesaggio sardo».
Il comitato - che si propone come sezione di un più vasto comitato nazionale e regionale - si muoverà attraverso la promozione di convegni e seminari nei diversi comuni della provincia: «Per illustrare ai cittadini i pericoli per lambiente di una rete sovrabbondante e irrazionale di impianti eolici», dicono, «Riteniamo che la Sardegna non debba essere deturpata dai mostri dacciaio per gli interessi delle aziende continentali e straniere, che ancora una volta in cambio di false promesse si lascerebbero alle spalle il territorio degradato e svalutato».
Gabriella Lucchesu