Dei 109 match disputati ne ha vinto 99 e perso 9

SASSARI.La carriera a torso nudo di Tore Burruni è durata lo spazio di dodici anni, dal 1957, quando passa al professionismo, al 1969, quando appende i guantoni al chiodo. E sono stati dodici anni vissuti intensamente sui ring di tutto il mondo. Impressionante il palmares del pugile algherese: 109 gli incontri sostenuti, di cui 99 vinti (31 per ko), uno pareggiato e solo nove perduti.
Dopo aver partecipato da dilettante ai Giochi olimpici di Melbourne nel 1957, Tore Burruni passa dunque professionista, assistito dal suo fido e straordinario maestro Franco Mulas e con un procuratore del calibro di Giovanni Bianchini.
Debutta a Milano il 3 aprile del 1957 battendo per ko al quarto round il francese Maurice Sevelle e da quel giorno la sua escalation è costante. L'anno successivo, dopo tredici match, si batte per il titolo italiano dei pesi mosca e lo conquista il 27 settembre del 1958 battendo ai punti in 12 riprese il lombardo Giacomo Spano. E' il trampolino di lancio per una carriera sfolgorante di successi.
Nel 1959 difende con successo per due volte il titolo tricolore dagli assalti di Salvatore Manca e ancora di Giacomo Spano. Tra queste due difese del titolo, aveva affrontato per due volte con quel grande gueriero del ring che era l'argentino Horacio Accavallo, perdendo il primo match a Cagliari e vincendo il secondo in un memorabile match disputato sul ring dello stadio Acquedotto di Sassari il 1 agosto del 1959 davanti a diecimila spettatori.
Dopo aver conservato il titolo italiano battendo ad Alghero nel luglio 1960 Angelo Rampin e nell'ottobre a Cagliari ancora Salvatore Manca, Tore Burruni è maturo per puntare alla corona europea dei mosca.
Cosi, il 29 giugno 1961, sul ring della sua Alghero, batte ai punti il finlandese Risto Luukkonen e diventa campione d'Europa, titolo che difenderà un mese dopo a San remo liquidando con un ko alla sesta ripresa l'inglese Derek Lloyd.
La difesa del titolo lo vede vincitore ben quattro volte, di fronte a lui si arrendono nel 1962 i francesi Mimoun Ben Ali e Pierre Rossi, nel 1963 il francese Renè Leeber e nel 1964 lo scozzese Walter McWGowan, tutti battuti ai punti.
E' il re della categoria dei mosca in Europa e inevitabilmente guarda avanti e punta alla conquista del mondiale, una impresa difficilissima ma stimolante per un grande campione come Tore Burruni.
Siamo nel 1965 e il pugile algherese abbandona il titolo europeo e punta decisamente alla corona iridata. La chance gli viene concessa e a Roma, il 23 aprile 1965, batte ai punti in 15 durissime riprese il thailandese Pone Kingpetch che aveva cercato di evitare il confronto con l'algherese soprattutto lontano dal suo paese.
Da campione del mondo Tore Burruni, il 2 dicembre dello stesso anno, difende il titolo in Australia dove batte per ko alla 13ª ripresa Rocky Gattellari. Ma l'anno successivo, il 14 giugno 1966, a Londra lo scozzese Walter McGovan gli porta via il titolo battendolo ai punti.
Nel 1968, con l'avanzare dell'età, Tore Burruni sale di categoria. E da peso gallo, il 10 gennaio 1968, sul ring di Napoli batte il francese-algerino Mimoun Bel Ali ai punti in 15 riprese e diventa campione d'Europa della categoria. Difende il titolo a luglio dall'assalto che gli porta l'italiano Franco Zurlo a San Benedetto del Tronto e (9 aprile del 1969), a Reggio Calabria si conferma campione europeo battendo per ko alla 9 ripresa il francese Pierre Vetroff.
Sarà questa l'ultima volta che salirà sul ring per incrociare i guantoni con un avversario.
Il 24 luglio dello stesso anno Tore Burruni annuncerà il suo ritiro. E il grande campione algherese entra cosi nella leggenda del pugilato italiano e sardo.
D.D.