E' stato un uomo vero e un atleta di straordinaria qualità


SASSARI.Tore Burruni, un grande. Si, un grande campione, un pugile che ha saputo dare lustro allo sport sardo e nazionale. La notizia della sua morte è giunta improvvisa, inattesa. Pochi sapevano del male che aveva colpito il campione che trascorreva sereno la vecchiaia nella sua Alghero, vivendo dei ricordi di una straordinaria vicenda sportiva.
Si, perchè Tore Burruni è stato davvero un grande dello sport italiano, un pugile che ha saputo fregiarsi delle tre cinture di campione italiano, europeo e mondiale, conquistando un posto importante nella storia del pugilato nazionale.
Nei dodici anni della sua lunga ed esemplare carriera di pugile professionista, Burruni ha saputo offrire una interpretazione del pugilato di altissimo livello. Stilisticamente perfetto, veloce di gambe e di braccia, dotato di grande intelligenza tattica, di grandissimo temperamento, i suoi combattimenti erano sempre spettacolari, sia che l'avversario fosse un campione del mondo o un giovane professionista, o ancora un pugile rassegnato alla inevitabile sconfitta come tante volte gli è accaduto nel suo peregrinare sui ring di tutto il mondo.
Molti ricordano ancora alcuni suoi match di altissima intensità agonistica come quello col thailandese Kingpetch al quale tolse il titolo mondiale dei pesi mosca, primo italiano a riuscire nell'impresa, col terribile picchiatore argentino Horacio Accavallo, e ancora col nero Kamara Diop, forse uno dei pochi avversari che in carriera lo ha messo in difficoltà.
Match d'altri tempi, sfide vere, spettacolari, dalle forti emozioni, sempre giocate sul filo del ko. E il protagonista era sempre lui, il piccolo guerriero sardo, il pugile che sapeva colpire con le due mani portando i colpi con una incredibile velocità e straordionaria precisione che gli avversari dovevano quasi sempre subire.
Ma Burruni sapeva dare anche un senso alla difesa, giusto intepretando la filosofia del suo grande maestro Franco Mulas per cui il pugile deve prima cercare di non prenderle. Insomma, un pugile completo, un atleta esemplare, un personaggio che seppe dare dignità anche a una categoria, quella dei pesi mosca, che non godeva certo della popolarità dei pesi superiori. Ma vedere Tore Burruni combattere era sempre un piacere anche perchè con lui sul ring il pugilato era davvero l'espressione della 'noble art".
Oggi che la boxe sta vivendo tempi grami e purtroppo di grandi campioni se ne vedono pochi in giro, e non solo in Italia, ricordare i tempi che hanno segnato l'epopea di Tore Burruni diventa un esercizio di struggente nostalgia. Anche perchè quei favolosi anni sessanta sono stati davvero speciali per il pugilato sardo con tanti campioni in circolazione e una stella di prima grandezza: Tore Burruni. Un uomo e un campione da non dimenticare.

Daniele Doro