Raiuno, tra «Amanti e segreti»

ROMA. In tv mancava da quattri anni e un impegno cosi lungo, cinque mesi di riprese dopo un inverno passato in tournée, era l'ultima cosa a cui pensava. Ma a questa storia, a questa nuova anima maledetta da raccontare, Monica Guerritore non ha saputo dir di no. E cosi la «Lupa» cinematografica si è vestita ancora di sofferenza e sensualità per diventare Ambra Leonardi.
Cioè una dark lady cocoainomane e adultera, accusata di aver ucciso il marito in «Amanti e segreti», fiction in sei puntate diretta per Raiuno da Gianni Lepre (in onda dal 16 marzo). Accanto a lei, Maurizio Aiello, Christiane Filangieri, Orso Maria Guerrini e Iaia Forte, tutti protagonisti di un thriller sentimentale che promette grandi colpi di scena. «Ambra è un personaggio sofferente e sgradevole, a se stessa e agli altri», racconta con calore la Guerritore che di donne «maledette», a tinte forti, ne ha incarnate tante, soprattutto in teatro. Le ultime, quelle arrivate al termine del sodalizio di vita e d'arte con Gabriele Lavia, si chiamano Madame Bovary, Carmen o Violetta. Ambra, invece, è una donna di oggi, simbolo di un'epoca dalla femminilità incompleta. «Non è figlia, né madre né amante, perché non sa amare e non valuta le conseguenza del proprio agire sulla vita altrui - spiega l'attrice - Dell'amore ha solo l'aspetto virile ed egoista, quello del prendere e basta». Un vuoto interiore che nulla sembra colmare, nemmeno gli occhioni della sua piccola Fiore, testimone oculare dell'agguato teso al papà. «In ognuno di noi c'è quello che Jung chiamava il «piccolo popolo»: una multitudine di personalità che emergono a seconda dell'epoca e filosofia - prosegue - Questo vuoto, questa incapacità di amare, è comune a molte donne della mia generazione. Forse perché arrivate subito dopo la liberazione femminile, abbiamo pensato di poter accantonare quell'amore materno che è insito in ognuna di noi e costituisce il più importante valore cristiano. Ma una madre che perde la coscienza dell'amore filiale è una crepa nella società». Ad Ambra però il destino offre una via di salvezza. Una rinascita finale che per la prima volta la farà sentire «figlia, madre e donna pronta ad amare». Il percorso è lungo: seppur difesa da una sorella devota ed idealista (Filangieri), dovrà passare attraverso una dolorosa esperienza giudiziaria, tra l'accanimento del capitano dei carabinieri responsabile delle indagini (Aiello), la violenza di un processo sommario condotto da stampa e tv e la reclusione in carcere. A garantire suspence e sentimenti c'è la firma di Gianni Lepre, che per la tv ha già diretto successi come «Incantesimo», «Vento di ponente» e «Sospetti 2».