Squadra non bella? Ok, ma usa la testa


PESCARA. E' un Cagliari di testa. Usa la testa di uno che in genere i gol li fa di piede (Esposito, un metro e pocopiù). S'avvicina alla testa della classifica, nella giornata in cui solo il Piacenza si distingue e le altre balbettano. E Reja comincia a mettere la testa a posto, quando scopre che il suo Cagliari sta acquisendo quella fisionomia di squadra pragmatica che in fondo è il viatico per la serie A. E' vero, non è stata una gran partita, ma se vinci le partite brutte, e ti trovi a cinque punti dalla cima dell'Everest, è più facile vincere quelle belle.
La paura.Il Pescara ne ha avuta tanta. Ha temuto come uN bimbetto questo gigante in costume sardo che esponeva in vetrina una linea di frombolieri che nessuno possiede nella serie cadetta.
Vale poco considerare che ieri, per Zola e Suazo, ma non per Esposito, non si è trattato di un incontro da inserire nell'album dei ricordi. Solo la loro presenza, il loro carisma, però, sono serviti a provocare il tremolio nelle gambe degli abruzzesi, apparsi pericolosi solo quando Gutierrez ha preso la traversa (9' st) e nelle concitate battute finali.
Come Belzebù, la paura si è impossessata anche del Cagliari, ma è stata tutta un'altra cosa. Più che altro i rossoblù, specie nel primo tempo, dovevano credere maggiormente nei propri mezzi. Hanno cominciato a farlo, con scarse ripartenze, solo dopo la rete di Esposito, servito al millimetro da Zola (corner studiato) e lasciato solo soletto in area da una schiera di difensori pescaresi, tutti spaventati da quell'ex che ha trascorso 7 anni in questa città, e per questo non ha esultato come fece Delnevo a Trieste.
Il difesa.Bene, decisamente bene. E' stato trovato un equilibrio, grazie a Lopez che non ha mostrato disagi accanto a Maltagliati, uno che non sarà un fenomeno, ma che garantisce tranquillità nel gioco aereo, grazie a una prestanza fisica che non guasta. Modesto e Agostini, nelle fasce di competenza, si sono guadagnati egregiamente la pagnotta. E il reparto è apparso compatto e affiatato.
Il centrocampo.Il ritorno all'ovile di Abeijon ha dato una pennellata decisiva al reparto. Brambilla, il suo, lo fa. Albino si adatta con diligenza tattica. Ma lui, Abe, fa la differenza. Copre, filtra, attacca. Al 2' della ripresa per poco non segna, sempre su angolo di Zola.
L'attacco.S'è già detto, di Zola e Suazo. Dalla scatola magica l'olianese ha estratto solo un paio di calci d'angolo. L'honduregno è incappato in quelle giornate in cui sembra un lontano parente del giocatore noto a tutti. Ebbene, ora che Reja possiede almeno due atleti per ruolo, ecco Bianchi punta centrale e Langella a sinistra, per vedere l'effetto che fa. A parte la fesseria dell'ex torresino, è un buon effetto.

dal nostro inviato Augusto Ditel