Portovesme ricorda il papà delle sue fabbriche

PORTOVESME. Giorgio Carta: una figura di primo piano nello sviluppo socio-economico del territorio, ideatore e realizzatore di iniziative industriali che hanno avuto riconoscimenti in campo nazionale. A quattro anni dalla scomparsa, il ricordo dell'ingegner Giorgio Carta è ancora vivo. Soprattutto nel Sulcis, dove l'estro del progettista e del manager non può essere cancellato dal tempo e dalla new-economy, gli ex minatori della Carbosarda e dell'Alsar ed Eurallumina lo ricordano.
L'Alcoa e l'associzione culturale 'Storia e radici della citta di Carbonia", ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa ha annunciato, per il prossimo 30 gennaio alle 16, nei locali della direzione della multinazionale, una cerimonia commemorativa che vedrà la partecipazione di illustri personalità del mondo accademico, di una vasta presenza di autorità politiche nazionali e regionali, oltre ai sindaci del territorio, e del vescovo di Iglesias, Monsignor Tarcisio Pillolla, che celebrerà, nell'occasione la Messa. Personaggio eclettico, Giorgio Carta, dimostra capacità e doti nella conduzione delle miniere di carbone, ma anche nelle pratiche sportive. Ottimo decatleta, giavellotista e discobolo con la tuta ginnica della gloriosa Monteponi. In campo artistico sono apprezzate le sue xiligrafie che sono conservate al Liceo Scientifico" G.Asproni" di Iglesias. Come dirigente della Carbosarda è spesso in contrapposizione on i vertici della società finchè diventa direttore delle miniere di Seruci e Nuraxi Figus. «Alcoa vuole ricordare Giorgio Carta - ha detto Sergio Vittori, responsabile delle relazioni esterne - perchè le fabbriche di Portovesme sono sue creature. E' stato lui ad avere l'intuizione che le miniere di Carbonia erano esauste e bisognare ridisegnare l'impianto industriale.» Chiudono le miniere negli anni'60 e sorge la supercentrale, con la posa della prima pietra, del presidente del consiglio Antonio Segni. «Poi progetta l'Alsar e l'Eurallumina - aggiunge Sergio Usai dell'associazione Storia e Radici della città di Carbonia». Ecco i risultati della sua iniziativa: 5000 posti di lavoro.» Giorgio Carta era un tecnico e quindi non lasciava nulla all'improvvisazione: prima la costruzione delle centrali poi le fabbriche energivore. Adesso una politica miope rischia di vanificare gli sforzi avviati 35 anni fa.(ea)