Gonnesa, il paese protesta per le deficenze di Rai, Poste e gestori dei telefonini

GONNESA.Servizi da terzo mondo, forniti a prezzi altissimi, decisamente salati per la collettività, e senza alcuna continuità e professionalità. Ormai in paese quando si parla di linee telefoniche, recapito della corrispondenza, e della ricezione dei programmi Rai la voce dell'interlocutore è un fastidio. In questo angolo del Sulcis Iglesiente gli animi sono decisamente esasperati da un ente poste che congela, negli ufficio della Piazza del Minatore per intere settimane provocando danni incalcolabili alla collettività, tonnellate di lettere e pacchi postali con l'intento di fare cassa a scapito dei mittenti e dei destinatari di lettere e cartoline. «Peggio che negli anni 50' - sostiene il sindaco Sergio Puddu, che ha inviato una nota di protesta ad un ente che verosimilmente non è in grado di ricevere neppure le rimostranze di chi paga - perchè allora ogni giorno due postini raggiungevano tutte le case del paese. Ora si deve attendere settimane intere (sono ora in fase di evasione le cartoline di auguri di Natale e Capodanno) per leggere una cartolina». Non va meglio via etere: la telefonia mobile funziona a singhiozzo con interruzioni inspiegabili. Infine ci pensa la Rai a mandare a letto gli abitanti di Gonnesa. Le tre reti pubbliche, ogni sera con regolarità impressionante, si oscurano perchè il ripetitore installato nel Monte San Giovanni cessa di irradiare il segnale captato dalle antenne del centro minerario. Il motivo? La mancata sostituzione della batterie del gruppo di continuità che alimenta il ripetitore quando non ci sono più i raggi del sole che alimentano i pannelli solari. Insomma occorre sostituire alcune batterie al gruppo di continuità, costo poche decine di euro. In paese ci si sta organizzando per denunciare Rai, Tim, Omnitel e Poste alla magistratura.(ea)