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Un calendario in limba intriso di ricordi e tradizioni

 VILLANOVA STRISAILI. È una classe di pochi alunni, ma ricca di fantasia e molto creativa. La terza media di Villanova Strisaili (frazione di Villagrande) ha inaugurato l’anno nuovo, il 2004, con due interessanti novità: “Su calendariu biddanoesu”, interamente realizzato in dialetto locale, e la nuova edizione del giornalino scolastico, “La voce dei ragazzi”. Si tratta di iniziative, soprattutto la prima, inserite nel progetto “Deo soe biddamannesu”, varato dalla direzione didattica dell’istituto comprensivo per valorizzare l’uso della lingua sarda e le tradizioni popolari dei due centri. Sotto la guida dei docenti Tonina Monni e Salvatore Seoni, i ragazzi hanno effettuati studi e ricerche dando vita, nel loro piccolo, a due progetti editoriali che stanno avendo ampia diffusione e non solo a Villanova. La nascita del calendario viene descritta con dovizia di particolari sul giornalino, dove si legge tra l’altro che la stampante utilizzata «ci è stata prestata dal signor Nicola Figus».
 «Il nostro calendario - si legge nell’editoriale in prima pagina - è tutto in lingua sarda e presenta i vicinati antichi di Villanova, almeno i pochi rimasti. Dopo averli fotografati, li abbiamo riportati sulla carta, colorandoli con i pastelli e gli acquerelli. I disegni quindi sono stati realizzati a mano, mentre il resto è stato elaborato al computer. Da notare anche i “dicios”, cioè gli antichi modi di dire suddivisi nei vari mesi, che rappresentano la saggezza degli antichi sardi. Questo vuol significare l’importanza che noi diamo al grande patrimonio, culturale e archeologico, ancora non del tutto esplorato e sicuramente non valorizzato, che esiste nel nostro territorio, e a tutto ciò che gli anziani ci trasmettono in termini di cultura, anche la più semplice».
 Ed ecco i nomi dei giovanissimi alunni della terza media di Villanova: Pasqualino Cabiddu, Maura Staffa, Davide Nonnis, Roberto Carta, Andrea Alber, Silvia Floreddu, Stefano Tatti. Una citazione d’obbligo, insieme ai complimenti per il lavoro svolto in questi mesi di lezione. «È il primo “Calendariu Biddanoesu” - concludono i ragazzi - e speriamo che questa attività possa continuare in futuro. Lo abbiamo realizzato per dire che non si può far niente nel futuro se non si conosce anche il passato».
Tommaso Miraglia