Da Sarabanda alla canzone

CAGLIARI.Un anno di tivù, in una trasmissione di successo su una rete nazionale. È questa la storia di Carla Cocco (19 anni) cantante di 'Sarabanda" per quattro anni che messo in saccoccia un diploma di laurea breve in discipline dei servizi sociali e lasciata senza troppi rimpianti la corte di Enrico Papi, oggi lavora per il comune di Ardea (in provincia di Roma), a contatto con il disagio di una periferia metropolitana.
La vicenda artistica di Carla, venticinquenne di Carbonia, continua: nelle edicole, nei negozi di dischi della città c'è un suo disco, omonimo, realizzato insieme ai Fit Prod, trio di rapper assai intraprendenti, che - oltre ad interventi dalla tipica cadenza in due brani del disco - hanno fornito il luogo fisico della registrazione (lo studio 'Nell'Orto" di Iglesias) ed il supporto tecnico).
Un lavoro dalla strutture semplici, che ricalca le produzioni indirizzate al pubblico più giovane: da qualche settimana se ne sentono i quattro brani dalle frequenze di Radio Luna. Con uno di essi, 'Mamma", ha vinto l'undicesima edizione del Festival del Mare, a Civitavecchia. Un'occasione per farsi conoscere nel mondo della discografia: 'C'è un manager e talent scout - conferma lei con speranzosa soddisfazione - che è interessato alla mia voce: si chiama Rolando D'Angeli, ha nella sua scuderia nomi importanti". Che sia la volta buona? Lo strumento vocale di cui Carla è in possesso lo merita: si sente della roba totalmente priva di dignità, anche nelle occasioni importanti, che le sue doti non potrebbero temere palcoscenici prestigiosi. La passione per la musica (e per il soul, Aretha Franklin su tutti) è cominciata presto: nei piano bar estivi di Carbonia e dintorni svettava per il repertorio ambizioso. Nel 1998 la selezione per un nuovo programma su Italia Uno la vede vincitrice, comincia l'avventura di 'Sarabanda", a Roma, autunno 1997. 'È stato come toccare il cielo con un dito - racconta - e tra l'altro le cose, all'inizio, sono andate bene. Io ero stata scelta per la voce, quindi spesso cantavo come solista. La gente per la strada che ti riconosce, gli autografi: un sogno". Qualcuno, nella 'Sarabanda" cominciava insomma ad uscire dal mucchio e la star del programma non l'ha digerito: 'Il presentatore non gradiva il nostro successo: e giorno dopo giorno le individualità sono state schiacciate". I 'comunisti" a Mediaset? 'Io volevo cantare, non mi interessava fare la 'sgallettata" e tra l'altro non mi pagavano neppure tanto". Ecco: quanto si guadagna, a 'Sarabanda"?"Lavorando circa 40 ore alla settimana si prendevano al massimo 130 mila lire: arrotondavo con le serate".
Dopo un anno la decisione di iscriversi all'università: 'Uscivamo la sera e si finiva a parlare della cellulite della Marini e delle rughe della Carrà". Il sogno continua: ma il 'pezzo di carta" vale ancora qualcosa. In fondo - cantava Guccini qualche anno fa - 'un laureato conta più di un cantante".
Giovanni Di Pasquale