«Opopomoz», tre diavoletti a Napoli

ROMA.Tre impacciati diavoletti contro il Presepe a Napoli. Questi i protagonisti dell'ultimo film d'animazione di Enzo D'Alò, «Opopomoz», nelle sale a partire dal prossimo 5 dicembre distribuito da Mikado. Missione delle tre creature infernali: quello di impedire la nascita di Gesù bambino la notte del 24 dicembre cavalcando la gelosia di Rocco, un bambino che teme di perdere l'affetto dei genitori con la prossima nascita di un fratellino. I tre piccoli diavoli, chiamati Astarotte, Scarapino e Farfaricchio, comandati da Sua Profondità, cosi entrano nei pensieri del povero Rocco e lo spingono grazie alle virtù della parola magica «Opopomoz» a entrare nel presepe con l'obiettivo di impedire la nascita di Gesù cosa che, perfidamente gli hanno fatto credere i piccoli demoni, farebbe venir meno anche la venuta al mondo del fratellino.
Da qui da parte di Rocco e della cuginetta Sara, che lo ha seguito nell'impresa, un viaggio nella Galilea dove i due bambini incontrano Giuseppe e Maria nel loro viaggio verso Betlemme.
Il film si avvale di doppiatori prestigiosi, che tra l'altro hanno lavorato sulla sola sceneggiatura (a firma di Furio Scarpelli, Enzo d'Alò e Giacomo Scarpelli), e delle musiche di Pino Daniele con i contributi di Gegè Telesforo e l'ensemble vocale I neri per caso. Tra le voci del film quella di Silvio Orlando (Peppino, il padre di Rocco) di John Turturro (nel ruolo dell'americano John), di Peppe Barra nel doppio ruolo di Sua Profondità e ReMagia, mentre ai tre diavoli, i cui dialoghi sono curati da Presta e Dose, danno la voce Oreste Lionello, Fabio Volo e Tonino Accolla. Infine le voci dei due bambini sono quella di Cino Ricci (Rocco) e di Xsuela Douglas (Sara).
Il film, girato in due anni, e dal costo di circa 10 milioni di euro è una coproduzione italo-spagnola che comprende Albachiara, Rai Cinema e DeA Planeta in collaborazione con Vittorio Cecchi Gori.
«Opopomoz ha un argomento delicato - dice D'Alo - perchè si racconta la gelosia di un bambino, ma più che altro è un film sull'immaginario: quello del presepe come quello della stessa città di Napoli». E ancora sulla gelosia del bambino verso il futuro fratellino, dice invece Furio Scarpelli: «è una cosa davvero importante in questo lavoro perchè se in una narrazione non c'è un significato più forte e emblematico il risultato non sarà mai totale».
Il film italiano che tra l'altro si scontrerà a Natale con la megaproduzione «Nemo» della Disney dice d'Alo dà finalmente la «possibilità ai bambini italiani di scegliere anche se non si può parlare di una via italiana del cartoon, ma piuttosto di un nostro modo di raccontare».
«Opopomoz» uscirà nelle sale di Francia e Belgio il 24 dicembre, mentre l'anno prossimo in Spagna. Per una futura distribuzione americana, dice il regista de «La gabbianella e il gatto»: «perchè no. Non è certo la prima volta che i miei film approdano negli Usa».