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Arriva Soru, e tutto si rimette in gioco

 OLBIA. Renato Soru sarà in Gallura il 6 dicembre, in veste di uomo politico, candidato a governatore della Sardegna. La mattina a Tempio, il pomeriggio a Olbia. Sarà presentato da uno speaker, è stato invitato da alcune associazioni culturali, a dire le ragioni della sua scelta. Incontri pubblici, aperti. Li ha fatti sinora a Sassari, Cagliari, Oristano, Ozieri, domani è a Nuoro. Si sottopone alle domande, senza filtri. Comincia così in Gallura l’avventura politica che lo porterà nessuno sa dove, ma che ha già sconvolto molte cose, messo in discussione certezze, equilibri, assetti di potere.
In Gallura, si muovono molte cose. Nel mondo del centrosinistra, al quale Renato Soru ha detto di guardare, per ragioni ideali, di formazione e cultura. E oltre i partiti, nella società civile che vive al di fuori dei partiti. L’adesione della prima ora, all’interno, è quella dei socialisti. Dei socialisti del centrosinistra e di una parte di quelli che hanno votato a destra. Fra Nardino Degortes, Nino Murineddu e Carlo Marcetti, sembra potersi ricomporre sotto le insegne di Soru una certa unità di questo mondo che aveva in Gallura e a Olbia una forza senza eguali in Sardegna.
 Tra i Ds, si è riflettuta in Gallura più che nelle altre federazioni, la resistenza e persino l’ostilità alla candidatura dell’imprenditore manifestata da Renato Cugini, segretario regionale e in qualche modo tutore della federazione dalla quale (territorialmente, lui di Calangianus) proviene. Curioso però un episodio riferito da testimoni, che dice quanto sia difficile resistere all’appeal di Soru anche tra i Ds di Olbia: alla fine di un comizio alla festa dell’Unità, nel quale Cugini si era pronunciato contro il patron di Tiscali («Il presidente speta alla tradizione socialista, o a quella cattolica del centrosinistra») in piazza Crispi fra dodici persone che attorniavano il segretario regionale, uno ha avuto l’idea di chiedere come ciascuno avrebbe votato alle eventuali primarie per la scelta de candidato alla presidenza. È finit che otto erano epr Soru, quattro contro.
 L’umore del corpo degli iscritti, e dell’elettorato Ds sia pure ridotto al 10 per cento dei voti, contraddice quello dei gruppi dirigenti. E a volte i gruppi dirigenti locali sono per Soru, se ci si allontana da Olbia: succede ad Arzachena e Tempio. Sono a favore della candidatura di Soru alcuni ex dirigenti del Pci-Pds, ormai da anni ai margini della vita organizzata del partito. Franco Sionis è uno di questi. Assessore comunale alla cultura con una giunta di centrosinistra nei primi anni 80, presidente dell’Istituto di incremento ippico, dirigente dell’Unire a Roma sino a qualche anno fa, insegnante e allevatore, Sionis sostiene la formazione di gruppi aperti per la formazione del programma di centrosinistra guidato da Soru, «in una stagione democratica dal basso che non si chiuda a nessuno e a nessun apporto anche programmatico. Una rottura con le pratiche tradizionali, una grande apertura che serva anche per fare respirare aria buona ai partiti. Se Soru fa questo, la Gallura ci sorprenderà positivamente, perché ha risorse insospettate. Anche nel contributo che può dare in materia di sviluppo turistico». Sempre nell’area degli ex Ds, gli aderenti a Democratzia sono per Soru. Un certo mondo agricolo, dell’associazionismo imprenditoriale, fra Coldiretti e Cia, una certa rete di proprietari di stazzi, sensibili al richiamo della valorizzazione e della dignità della storia gallurese anche nel mercato turistico.
 Anche dentro Rifondazione, accade che spinte fortissime vengono alla segreteria regionale per esempio dalla Maddalena, una delle realtà elettoralmente più interessnti per il piccolo partito di Valentini e Cogodi. Lì anche il gruppo dirigente storico rema per Soru. Mentre a Tempio, si sta formando un gruppo di sostegno che comprende gli ambientalisti di un gruppo che si è battuto per difendere la costa fra Santa Teresa e Palau e quella di Monti Russu ad Aglientu, dall’assalto del cemento. Coinvolge già un certo numero di cattolici, molti provenienti dalla tradizione Dc di Dettori e di Pietrino Soddu. (u.c.)