29 ottobre 2003 —
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Olbia
OLBIA. «Il San Raffaele? Ve lo facciamo noi. In due anni siamo pronti a realizzare lospedale del cuore: cè larea, ci sono i soldi, cè un progetto. Manca solo lok della Regione». Rompe il silenzio il gruppo promotore dell Heart Hospital Olbia 2001, coordinato da Saverio Marini. Non cè polemica nelle sue parole, né un attacco al San Raffaele. Tuttaltro. «Una semplice battuta - dice - per rispolverare un progetto, il nostro, che è nei cassetti dellassessorato comunale ai Lavori Pubblici».
«Il San Raffaele - continua Marini - resta una delle realtà ospedaliere più allavanguardia dEuropa per la qualità delle prestazioni. Ma se ne parla da 13 anni e prima del decollo definitivo i tempi saranno ancora lunghi. Ebbene. Noi siamo in grado di contribuire subito alla crescita della sanità in Gallura e può essere questo il momento giusto per riparlare dellospedale del cuore».
- Riparliamone, allora. Si tratta di struttura sanitaria praticamente già pronta.
«Con il via libera della Regione, se partissimo oggi, tra due anni potremmo già avere il primo paziente ricoverato».
- E sarebbe un ospedale che coprirebbe, almeno in parte, le carenze che la Sardegna ha nel campo delle alte specialità.
«E così. Soffermiamoci sulla cardiochirurgia. La nostra isola dovrebbe garantire 1400-1500 interventi lanno. In questo momento, però, soltanto il Brotzu di Cagliari e in minima parte la Cardiochirurgia di Sassari arrivano a 600 interventi. E i risultati sono due: o i pazienti si mettono in lista dattesa, oppure si fanno operare altrove dando origine a quel fenomeno che si chiama mobilità passiva: la Regione, a quel punto, deve intervenire con i rimborsi, calcolati in 70-80 miliardi di vecchie lire allanno per le varie specialità».
- Un modo per dire che, se si realizzasse lospedale del cuore, si potrebbero snellire le liste dattesa ed evitare in molti casi i trasferimenti in altre regioni dItalia.
«Esatto. Lex assessore alla Sanità Giorgio Oppi aveva appoggiato lospedale del cuore. E siamo fiduciosi che, come membro della Commissione Sanità, possa ribadire limportanza del progetto. Si sta tra laltro discutendo di razionalizzazione della rete ospedaliera e ci auguriamo che si possa inserire anche questa stuttura, a cui serviranno dagli 80 ai 100 posti letto».
- Facciamo un po di chiarezza. E una struttura sanitaria pubblica?
«Sì. E a questo proposito è bene spiegare qualche passaggio. Il Comune di Olbia aveva inserito nel piano triennale delle opere pubbliche 2001-2003 la costruzione dellospedale del cuore. Aveva chiesto in pratica a un gruppo di privati (medici e imprenditori) di costruire la struttura la quale, dopo 30 anni di concessione, sarebbe diventata di sua proprietà. Il gruppo promotore si è quindi mosso: è stata individuata larea (nella zona del consorzio industriale), è stato realizzato il progetto e sono stati trovati i soldi. Insomma, lo ribadiamo: noi, con un parere positivo della Regione, siamo pronti a partire».
- Un ospedale specialistico che potrebbe convivere perfettamente con il nuovo ospedale pubblico attualmente in costruzione a Tannaule...
«Si potrebbe fare di più. Dove sta nascendo il nuovo presidio, si potrebbe creare una struttura più piccola sempre per le alte specialità. Noi siamo disponibili a parlarne».(s.p.)