Sequestro lampo, rinviato il processo

BARISARDO.È cominciata a Cagliari, ma è stata rinviata, l'udienza preliminare per il rapimento lampo dello studente Paolo Piras, figlio quindicenne di Candida Podda, direttrice delle poste di Loceri.
Per quel reato, risalente al 4 ottobre 2002, sono finite in carcere tre persone, su cui ora pendono le accuse di sequestro a scopo di estorsione, detenzione e porto di armi da guerra.
Gli arrestati sono l'imprenditore Giacomo Paderi, 42 anni (difeso dagli avvocati Paolo Pilia e Pasquale Ramazzotti), gli operai Fabio Fois, 38 anni (difeso da Sergio Milia), e Marco Deiana, 25 anni (difeso da Bruno Pilia).
L'udienza, svoltasi a porte chiuse, è iniziata con alcune questioni preliminari sollevate dai legali relativamente alle intercettazioni telefoniche, lo strumento di cui gli investigatori della Direzione distrettuale antimafia si sono serviti per sgominare la banda.
Il gup Alessandro Lavena ha preso atto delle richieste e ha fissato altre tre date per l'udienza, che si terrà sempre a Cagliari il 9, 10 e 11 settembre. Gli elementi di cui è in possesso il pm Gilberto Ganassi sarebbero a quanto pare di un certa consistenza. I tre loceresi indagati per il sequestro dello studente rischiano condanne molto pesanti, quindici anni e forse più di reclusione. Il ragazzo, che era debole e sofferente, fu prelevato la mattina presto alla periferia di Barisardo, mentre si recava a scuola. L'intento dei banditi era quello di costringere la madre ad aprire la cassaforte dell'ufficio postale di Loceri e farsi consegnare il denaro. La donna, terrorizzata, ubbidi a tutte le richieste pur di riavere indietro suo figlio. Ma il piano architettato dalla banda non funzionò a dovere. La cabina telefonica di Tortoli utilizzata per chiedere il riscatto era infatti controllata dalla procura di Urbino, che dava la caccia ad un latitante. Gli inquirenti intercettarono le trattative con Candida Podda e cosi i tre sequestratori finirono inesorabilmente in una trappola.
Tommaso Miraglia