ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Con Zola il Cagliari ha fatto bingo

 CAGLIARI. E’ il segreto di Pulcinella, non si capisce cosa si attenda ancora l’ufficializzazione, resta il fatto, ed è ciò che conta, che Gianfranco Zola giocherà per i prossimi due campionati (almeno) con la maglia del Cagliari. I primi ad essere informati sono stati gli amici e i parenti del giocatore e del presidente Cellino. E i tifosi non hanno tardato ad esultare per una notizia che solo fino a poco tempo fa sembrava pura fantascienza. Zola come Matteoli, al richiamo della terra non si può dire di no.
«Non vi deve sembrare così strano - racconta Silvia, la sorella del campione, che lavora a Parma e in questo periodo è in vacanza a Oliena - Gianfranco sin da piccolo voleva coronare il sogno di giocare nel Cagliari. E’ la squadra più importante dell’isola, ha vinto uno scudetto, è stata la squadra di Gigi Riva. Logico che sia un punto di arrivo per qualsiasi ragazzino sardo che cominci a dare due calci al pallone. E anche per noi familiari è un motivo di grossa soddisfazione. Mio padre Ignazio e mia madre Giovanna non stanno nella pelle. E poi avranno Franca, Andrea, Martina e Samuele finalmente vicini».
 Gianfranco Zola proprio contro il Cagliari segnò uno dei gol più importanti della sua carriera. Non quando era alla Torres (erano i tempi in cui Ranieri aveva detto che gli preferiva Pani), ma quando era già passato al Napoli da un anno e aveva conquistato lo scudetto.
 Faceva la spola tra campo e panchina fino a quando il 3 febbraio del 1991 al Sant’Elia Maradona ne combinò una delle sue. Avrebbe dovuto raggiungere la squadra all’ultimo momento ma non diede notizie. Gianfranco giocò titolare con la maglia numero 10 sulle spalle e per nulla intimorito da tanta responsabilità fu il protagonista della rimonta partenopea nonchè l’autore del gol del pareggio. Da quel giorno l’allenatore Bigon non l’avrebbe più tolto di squadra.
 Gigi Riva, che ha avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo nei lunghi ritiri della nazionale, ha sempre inserito Zola ai primissimi posti nella sua personale scala dei valori fra le mezzeali con il vizio del gol. Al punto da preferirlo a un certo Roberto Baggio. «Come tecnica credo che gli stesse alla pari solo Mario Brugnera. Ma signori, anche se non tutti possono ricordarlo, Mario è uno che col pallone faceva davvero quello che voleva».
 E Gianluca Vialli è stato l’artefice della nascita di ‘Magic box’. Fu proprio l’ex blucerchiato e juventino a farlo acquistare a peso d’oro dal Parma. «Una scelta azzeccatissima - ha più volte confermato l’ex bomber delle ‘notti magiche’- la bacheca del Chelsea si è riempita di trofei anche grazie alle prodezze di Gianfranco».
 Che Zola sarebbe diventato un campione lo disse Vanni Sanna, uno che i talenti li vedeva quando erano ancora in fasce, ma c’era anche un compagno di squadra ai tempi della Nuorese che rimase impressionato dalla grande applicazione e serietà di quel ragazzetto piccolino. Virgilio Perra, oggi apprezzato allenatore, ne rimase colpito: «Era appena arrivato dalla Corrasi, era timidissimo. Ricordo che non saltava un allenamento, era sempre il primo a presentarsi e l’ultimo a lasciare il campo».
 Ad Assemini rivedrà Sandro Loi, suo amicone e compagno alla Torres, neo allenatore delle giovanili rossoblù.
 Al Cagliari da avversario ha dato diversi dispiaceri. Una volta con il Parma vinse 4-0 al Sant’Elia giocando una partita semplicemente mostruosa. A pochi minuti dalla fine non perse l’occasione di fare un tunnel all’avversario che gli si era parato davanti incautamente. Poi con ampi gesti si scusò perchè si era reso conto di averlo ridicolizzato pur senza averne la minima intenzione. I tifosi lo capirono e lo applaudirono a lungo.
Nanni Boi