Il ricordo delle bombe si trasforma in pellicola


OLBIA.«Mmmhhhhh, oe la leat Tunisi...». Col naso all'insù gli olbiesi guardavano il cielo, sentivano il fragore degli aerei, e scherzavano: «Oggi le prende, Tunisi...». Il 14 maggio del 1943, invece, le bombe gli sono piovute in testa. Il bersaglio erano loro, gli aerei volevano distruggere Olbia, mica Tunisi. Sono passati sessant'anni da quel giorno, e domani ricorre proprio l'anniversario. Sembrava una ferita ormai chiusa, cicatrizzata dagli anni. Invece è bastato niente per riesumare i ricordi: una telecamera e un microfono hanno frugato nella memoria storica di una città e hanno riportato in vita racconti di straordinaria intensità. Il 14 maggio 1943 i morti furono ventidue. Si tratta di una pagina molto triste per Olbia. I giornalisti Mauro Orrù e Marella Giovannelli, con la collaborazione di Luigi Folino, seguendo un'idea della professoressa Maria Grazia De Filippi, hanno girato un documentario. Più di un mese di lavoro alla ricerca di quelle persone che avevano vissuto l'esperienza dei bombardamenti sulla propria pelle. Sono undici gli olbiesi che compaiono nel video. Undici testimonianze parallele ma vissute da un'angolazione diversa. Ci sono quelli che sono scampati alla distruzione. Nardino De Filippi, ad esempio, che si è trovato sotto le bombe per tre volte in tre punti della città diversi. Oppure la figlia di una vittima del raid aereo, rimasta sepolta sotto le macerie. In altri ricordi c'è la guerra filtrata dagli occhi di un bambino, perchè nel 43 chi parla aveva appena sei anni. Nel documentario ci sono sequenze molto toccanti, ed emergono una serie di particolari del tutto inediti e sconosciuti. Alcuni degli intervistati hanno accettato di partecipare alla conferenza che si terrà domani alle 16 nella sala conferenze Expo. Una minuziosa ricostruzione storica verrà tracciata da Eugenia Tognotti, docente all'Università di Sassari. Interverrà anche il sottosegretario al ministero della Difesa Salvatore Cicu, mentre Don Gianfranco Saba darà alcune comunicazioni sull'Istituto di Scienze religiose.
All'interno dell'Expo verrà aperto dalle 10 alle 18 uno sportello postale con uno speciale annullo filatelico che commemora l'anniversario del bombardamento. Su qualunque corrispondenza potrà essere impresso questo particolare timbro. Inoltre al piano terra verrà allestita un'esposizione di tutti gli annulli fatti per ricorrenze specifiche.
L'assessore alla cultura Paolo Calaresu è molto soddisfatto dell'iniziativa: «Il documentario resterà negli archivi del Comune, è un pezzo della nostra storia».
Quando al Nespoli arriva una squadra fortissima, qualcuno dice ancora: «Oe la leat Tunisi». Dietro una frase scherzosa, talvolta si cela un'enorme tragedia.

Luigi Soriga