Sarule ricorda il senatore Cheri

SARULE. Uno degli ultimi atti compiuti dall'amministrazione comunale uscente, che verrà rinnovata nella tornata elettorale del 25 maggio, è stato quello di intitolare la sala consiliare al senatore Mario Cheri. Una fulgida figura di cittadino del paese, personaggio di spicco anche del mondo politico provinciale, deceduto nel 1985, durante l'espletamento del mandato di sindaco di Sarule, nonchè di quello, appunto, di senatore della repubblica, per la cui carica aveva lasciato la presidenza della giunta e del consiglio provinciale di Nuoro.
Quella di Mario Cheri è stata una vita dedicata alla politica, spesa per innanzittutto per il progresso del paese natio, ma anche per tutte le popolazione del territorio provinciale. Non poteva essere più pertinente, quindi, l'intitolazione al suo nome della sala consiliare del paese, che forse è stata il luogo dove è stata esercita principalmente quella pratica dialettica, sempre elegante e rispettosa delle idee altrui, che ha portato Mario Cheri alle più alte cariche del comune della provincia e dello stesso parlamento italiano. In questo senso ha motivato l'intitolazione della sala consiliare, l'assessore comunale alla cultura di Sarule, Maria Pintus, alla quale, l'amministrazione comunale uscente, aveva conferito il compito di tracciare la nota biografica e il lungo elenco dei meriti di un 'vita spesa interamente per la politica" ma interrotta precocemente. Mario Cheri, nato a Sarule il 1934 si è spento, infati, all'età di 52 anni, colpito da una grave forma tumorale, il 12 novembre 1985, quando era stato da poco rieletto sindaco del paese. Apparteneva a una famiglia di modeste condizioni economiche, che però non gli aveva precluso la possibilità di frequentare gli studi superiori a Nuoro, dove aveva conseguito il diploma magistrale. Ancora ventenne era stato assunto come impiegato nel comune di Nuoro. Nel capoluogo aveva avuto l'opportunità di iniziare la sua militanza politica iscrivendosi dapprima al Psiup e confluendo, dopo, nelle file del Pci. Poi la sua veloce carriera amministrativa: nel 1960 viene eletto sindaco di Sarule, carica ricoperta fino al 1964. Nel 1970 viene eletto consigliere provinciale, nella cui carica viene riconfermato nel 1975 e ancora nel 1980. Dal 1975 ricopre l'incarico di vicepresidente della provincia di Nuoro fino al 1977, anno in cui viene eletto presidente, con riconferma nel 1980. Abbandonata questa carica nel giugno del 1983 viene eletto senatore della repubblica. I suoi viaggi fra Roma e Sarule sono interrotti, però, dalla grave malattia che in brevissimo tempo spegne i suoi affetti e le sue attività politiche tutte rivolte alla sua gente. «È noto il suo impegno costante, la volontà di andare avanti, la consapevolezza che per il riscatto sociale ed economico del nostro paese non fosse sufficiente l'intervento dall'alto, ma fosse soprattutto necessaria la partecipazione e la collaborazione di tutti. Una storia semplice pur nella complessa attività, una vita esemplare caratterizzata dalla serietà nell'affrontare i problemi- ha concluso Maria Pintus - che meritano di essere ricordati soprattutto con l'intitolazione della sala, palestra dell'esercizio della democrazia».
Giovanni Maria Sedda