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Nascondeva le armi nell’ovile: allevatore arrestato all’alba

 CHIARAMONTI. I carabinieri lo tenevano sotto stretta osservazione ormai da qualche tempo e ieri, all’alba, hanno deciso di andare a vedere con maggiore attenzione che cosa ci fosse in quell’ovile. La perquisizione ha dato esito positivo: i militari del nucleo operativo della compagnia di Valledoria e della stazione di Chiaramonti, hanno recuperato una doppietta a canne mozze calibro 16, una pistola semi-automatica calibro 6.35 oltre a una cinquantina di cartucce. Costantino Porcu, 55 anni, allevatore di Chiaramonti è stato arrestato con l’accusa di detenzione illegale di armi. Dopo le formalità eseguite nella caserma dei carabinieri di Valledoria, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Sassari a disposizione dell’autorità giudiziaria. Già oggi potrebbe essere interrogato.
 L’operazione, diretta dal capitano Gian Franco Ricci, comandante della compagnia di carabinieri di Valledoria, era cominciata qualche mese fa nell’ambito di un programma territoriale finalizzato al contrasto della criminalità e per verificare possibile collegamenti tra la realtà delle campagne e particolari fatti accaduti nelle città.
 A un certo punto nelle indagini, i militari avevano concentrato la loro attenzione sui movimenti di Costantino Porcu, un allevatore senza predecenti penali e sulle cui attività gli uomini del capitano Ricci hanno deciso svolgere una azione di monitoraggio.
 Ieri mattina, alle prime luci dell’alba, i carabinieri hanno fatto irruzione nell’ovile in località «Cachile», nell’agro di Chiaramonti, e nel corso della perquisizione sono state scoperte le armi e le munizioni.
 L’attività di indagine prosegue per stabilire la provenienza del fucile, della pistola e delle cartucce e anche per capire se le armi sono state utilizzate per compiere qualche azione criminosa.
 I carabinieri della compagnia di Valledoria e della stazione di Chiaramonti stanno adottando ulteriori verifiche e si cercano eventuali collegamenti con altre zone di campagna dove, con una certa facilità, continuano a circolare armi «irregolari». Non è la prima volta che gli investigatori puntano con decisione agli ambienti agro-pastorali per controllare la diffusione delle armi che, in qualche caso, passano da un ambiente all’altro con una certa facilità.

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