03 maggio 2003 —
pagina 37
sezione:
Sassari
CHIARAMONTI. I carabinieri lo tenevano sotto stretta osservazione ormai da qualche tempo e ieri, allalba, hanno deciso di andare a vedere con maggiore attenzione che cosa ci fosse in quellovile. La perquisizione ha dato esito positivo: i militari del nucleo operativo della compagnia di Valledoria e della stazione di Chiaramonti, hanno recuperato una doppietta a canne mozze calibro 16, una pistola semi-automatica calibro 6.35 oltre a una cinquantina di cartucce. Costantino Porcu, 55 anni, allevatore di Chiaramonti è stato arrestato con laccusa di detenzione illegale di armi. Dopo le formalità eseguite nella caserma dei carabinieri di Valledoria, luomo è stato trasferito nel carcere di Sassari a disposizione dellautorità giudiziaria. Già oggi potrebbe essere interrogato.
Loperazione, diretta dal capitano Gian Franco Ricci, comandante della compagnia di carabinieri di Valledoria, era cominciata qualche mese fa nellambito di un programma territoriale finalizzato al contrasto della criminalità e per verificare possibile collegamenti tra la realtà delle campagne e particolari fatti accaduti nelle città.
A un certo punto nelle indagini, i militari avevano concentrato la loro attenzione sui movimenti di Costantino Porcu, un allevatore senza predecenti penali e sulle cui attività gli uomini del capitano Ricci hanno deciso svolgere una azione di monitoraggio.
Ieri mattina, alle prime luci dellalba, i carabinieri hanno fatto irruzione nellovile in località «Cachile», nellagro di Chiaramonti, e nel corso della perquisizione sono state scoperte le armi e le munizioni.
Lattività di indagine prosegue per stabilire la provenienza del fucile, della pistola e delle cartucce e anche per capire se le armi sono state utilizzate per compiere qualche azione criminosa.
I carabinieri della compagnia di Valledoria e della stazione di Chiaramonti stanno adottando ulteriori verifiche e si cercano eventuali collegamenti con altre zone di campagna dove, con una certa facilità, continuano a circolare armi «irregolari». Non è la prima volta che gli investigatori puntano con decisione agli ambienti agro-pastorali per controllare la diffusione delle armi che, in qualche caso, passano da un ambiente allaltro con una certa facilità.