Alina Deidda è arrivata seconda La dodicenne originaria di Samatzai incanta la giuria con la sua grinta


SANREMO. La dodicenne Alina Deidda, vera rivelazione del festival, di origini sarde è giunta seconda con la canzone «Un piccolo amore» nella classifica riservata ai Giovani, alle spalle della cantante Dolcenera. Per lei e i genitori una gioia immensa, ma anche per tutta la Sardegna. I suoi nonni paterni, Gesuino Deidda e Fernanda Esu, erano di Samatzai. Emigrati in provincia di Viterbo, non sono più tornati in Sardegna, ma hanno mantenuto i contatti con i parenti. Anche Alina si sente spesso per telefono con una sua cugina, Melania, che vive a Samatzai. Alina non si sente troppo piccola per il Festival e dice basta alle polemiche relative alla sua partecipazione, che segna un record nella storia della kermesse. E allo Zecchino d'oro, che qualcuno aveva tirato in ballo definendolo un palcoscenico più adatto alla sua età, dice: «No grazie». «Non ho mai pensato di partecipare allo Zecchino, quando ero più piccola, perché non ho mai cantato quel tipo di canzoni», dice. Cresciuta a pane, giochi e Michael Bolton («lo ascoltavano mamma e papà»), ha imparato a canticchiare subito «One more time» di Britney Spears, il primo singolo comprato. Coccolata dai genitori, è tutt'altro che insofferente della presenza, obbligatoria per legge, di mamma e papà in ogni passo sul lavoro. Alina appare tranquilla. «Sono serena _ dice _ la mia unica preoccupazione è salire sul palco e mantenere la calma, come se fosse la prima esibizione, con la stessa concentrazione». Ai ritmi del festival si è adattata con più naturalezza dei grandi perché _ dice _ per me è un gioco fantastico». Grazie a Sanremo si è sottoposta anche alla sua prima seduta di trucco e capelli. «Ma il make up _ dice _ è molto leggero, il minimo indispensabile per adattare i colori alle luci. Di solito metto solo il lucidalabbra». E ha rinnovato il look, con abiti adatti alla sua età realizzati dalla stylist romana Miriam Pieralisi. Una cosa molto divertente per una ragazzina semplice, abituata ad una vita sobria, tutta casa, famiglia e amichetti. Oltre che da protagonista, questo festival lo vive anche da fan. Tra i big quella che ha amato di più è Alexia che, dice, «mi ha emozionata». Disinvolta sul palco, spigliata davanti alle telecamere Alina è gestita dai suoi discografici come una star (niente domande sulla famiglia, bandite anche quelle su eventuali disagi dovuti all'età e, soprattutto, tempi stretti per non stancarla). Comunque vada a Sanremo porterà avanti gli studi (fa la seconda media), giocherà come sempre a tetris col telefonino e leggerà «Harry Potter». Con la proclamazione dei vincitori del girone «Giovani», il Festival 2003 ha tagliato il traguardo della sua quarta tappa. Gli organizzatori avevano promesso, per il penultimo round della rassegna, un altro comico o un'altra star internazionale nel tentativo di coprire il rischio di una diretta-flop con la scaletta riservata esclusivamente alle esibizioni dei «Giovani», a Shaggy e ai Blue, al'attore Massimo Ghini e a Nilla Pizzi cui è stato assegnato il «premio alla carriera»: l'impegno della Rai non è stato mantenuto, Paul McCartney e Fiorello sono rimasti a casa e al loro posto si è presentato, in apertura di trasmissione, Nicola Arigliano. Un tardivo riconoscimento ai meriti dell'ottantenne crooner italiano che Baudo ha voluto onorare con un omaggio, ma senza farlo cantare, regolamento alla mano. Altre «invenzioni» le mini-esecuzioni dei Campioni.