Fenomeni bolliti Italiani in lacrime per l'Uomo Gatto


ROMA. Adesso siamo anche senza l'Uomo Gatto. Hanno eliminato da «Sarabanda» quella creatura mitologica con la testa a pacco di brillantina. Proprio così, hanno affondato l'Uomo Gatto. Per quanto poi l'uso estensivo della parola «Uomo» nell'espressione composita Uomo Gatto, travalichi la vera natura di cucciolo melomane di troll. Del resto, il successo di «Sarabanda», o del «Musichiere» negli anni '50, dipende dal fatto che in Italia tutti cantano e conoscono le canzonette. Ho visto personalmente un chirurgo rimuovere un'ernia con la radiolina accesa. Per fortuna, non davano un rock'n roll. L'Uomo Gatto all'ora di cena era il giusto mix tra Sanremo e l'atterraggio di un meteorite sulla tavola. Considerando l'uso industriale di cose finte che domina la tivvù, potevano continuare a fare finta che l'«UG» fosse invincibile. Ne ha preso il posto il suo opposto spirituale: Diego, un ventiseienne «new catatonic», vivace come una sogliola morente. Secondo i sondaggi l'«UG» non produceva più né passione né odio; faceva una cosa che a Mediaset temono come la gramigna: cominciava a insonnolire. Chissà che succederà col nuovo campione, curiosamente già soprannominato il Fenomeno: è scatenato come una candela di sego. Il dissolvimento dell'«UG» è avvenuto a metà della scorsa settimana, in una puntata di mercoledì sera che però abbiamo perso perché russavamo. E' un vero peccato l'eliminazione di questa forma di vita melomane: era l'unica cosa da vedere da quando esiste Mediaset. In pochi mesi la presenza dell'Uomo Gatto all'ora di cena era divenuta un'assurdità amata dagli italiani tra i sette e i novantanni. Era familiare come il vecchio brodo per il nonno, o per i pronipoti i sofficini premasticati. Che emozione ogni sera, intravedere questo ragazzo con la brillantina cosparsa da un pizzico di testa. Cadeva in modo entusiasmante sulla domanda finale e andava a casa senza un euro. Maniaco, assai plastico di profilo e di brillantina nelle creste, l'«UG» ci aveva preso il cuore con la sua estraneità alla realtà. Nelle nostre famiglie la fine di ogni puntata di «Sarabanda» veniva suggellata con il classico commento finale: «Per me quello è di fuori». E il bello è che la frase non era riferita a Enrico Papi. La verità è che non dovevano toglierci l'Uomo Gatto e darci l'Uomo Lesso. Per sopportare il Fenomeno Bollito, bisognerebbe che Papi fosse di mostarda.