BORTIGIADAS L'antica chiesa di Santa Lucia sarà risistemata


GIOVANNI GELSOMINO BORTIGIADAS. Il degrado della chiesa campestre di Santa Lucia, quasi a ridosso del centro abitato, potrebbe essere definitivamente fermato, salvaguardando, probabilmente, una delle chiese più antiche del territorio bortigiadese. Secondo alcuni esperti (ma la tesi non ha trovato tutti i crismi necessari per non essere messa in dubbio), la vecchia chiesa, della quale permangono solo alcuni ruderi e in particolare la facciata e i muri perimetrali, è di epoca bizantina. Se così fosse, sarebbe davvero una rarità. L'origine rimane comunque controversa ed ora, con il nuovo finanziamento per complessivi 45mila euro, ottenuti su richiesta dell'amministrazione comunale dall'assessorato regionale alla Pubblica istruzione, si potrà procedere ad ulteriori lavori. La soprintendenza ai Beni archeologici, che fin dall'inizio è stata interessata al problema, ha prospettato l'ipotesi di mantenere gli attuali ruderi, rendendoli sicuri ed evitando interveni aggiuntivi. In questo caso la chiesa non potrà essere utilizzata ma ammirata e conservata allo stato attuale dopo i necessari scavi per evidenziare tutte le strutture. La curia invece ha espresso un parere diverso: vorrebbe il ripristino della chiesa e la riapertura al culto. Ha infatti evidenziato come un patrimonio di immenso valore costituito appunto da centinaia di chiese campestri, rischi proprio perché inutilizzabile, di scomparire. L'amministrazione comunale non si è ancora pronunciata. «Valuteremo _ dice il vice sindaco Emiliano Deiana _ con i nostri tecnici tra queste due ipotesi, dopo di che esprimeremo il nostro parere, ma sia chiaro che l'ultima parola spetta comunque alla soprintendenza». Qualche anno fa i resti della chiesa sono stati puntellati evitando così la caduta della facciata, per metà coperta di terra, e dei muri perimetrali. L'eventuale ricostruzione potrebbe essere eseguita utilizzando le pietre originali presenti nel sito. Giovanni Gelsomino